Addio a Giorgio Consolini Cantore di ‘Tutte le mamme’

Bologna, Giorgio Consolini ,canzoneL’artista si è spento all’ospedale Maggiore di Bologna, dove era ricoverato da circa un paio di settimane. Il prossimo 28 agosto avrebbe compiuto 92 anni. Tra i suoi successi: ‘Usignolo’, ‘Vecchio scarpone’, ‘Il mare’ e ‘Luna rossa’. Cantò anche con Nilla Pizzi, Sergio Bruni e Carla Boni. Nel ’97 fu nominato Grand’Ufficiale della Repubblica da Oscar Luigi Scalfaro
Con Giorgio Consolini la canzone italiana perde una delle sue icone. Diventato famoso con ‘Tutte le mamme’, canzone con cui vinse il festival di Sanremo nel ’54 in coppia con Gino Latilla, tra i suoi tanti successi ‘evergreen’ vanno ricordate anche altre canzoni come: ‘Usignolo’, che cantò con Claudio Villa, ‘Vecchio scarpone’, terza classificata al festival nel ’53, ‘Il mare’, cantata in coppia con Sergio Bruni. Ed ancora, ‘Luna rossa’, che interpretò per la prima volta nel 1950 al festival di Piedigrotta e che fu poi riproposta da tanti altri artisti.

Consolini, nato a Bologna nel 1920, è morto all’ospedale Maggiore di Bologna, nel reparto di Medicina, dove era ricoverato da circa un paio di settimane. Avrebbe compiuto 92 anni il 28 agosto. Lascia la moglie, Lina Zanoli, con la quale due anni fa aveva festeggiato le ‘nozze di diamante’, e i figli Marco, ex campione di tennis, e Stefano, cantante lirico. Poco tempo fa la sua ultima apparizione televisiva, nel programma di Rai1 ‘I migliori anni’ condotto da Carlo Conti.

Il cantante ha girato, in tournee, tutti i continenti, spesso assieme ad altri artisti come Nilla Pizzi, Gino Latilla e Carla Boni, portando le note della canzone italiana soprattutto alle comunità dei nostri connazionali all’estero.

Per i suoi 80 anni, quando celebrò anche le nozze d’oro con la signora Lina, Consolini ricevette un telegramma di congratulazioni dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con ”gli auguri più fervidi e cari per tanti anni ancora di operosa attività artistica”. Nel ’97, un altro Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, lo aveva nominato Grand’Ufficiale della Repubblica. Pure la sua Bologna lo aveva festeggiato, attribuendogli il 12 maggio 2001 la ‘Turrita d’argento’, un riconoscimento assegnato tra gli altri a Rita Levi Montalcini e Marcello Mastroianni e che l’allora sindaco, Giorgio Guazzaloca, consegnò a lui e alla soprano Gigliola Frazzoni. Tra i tanti premi ricevuti nel corso di una lunghissima carriera, anche un Disco d’oro e l’Oscar della musica a Parigi, insieme a Edith Piaf e Charles Trenet.

Monica Bellucci: “Io non mi rifaccio. E non ho paura della menopausa”

Difficile non provare ammirazione per Monica Bellucci. Che a 47 anni, reduce dal film Rhinos Season  donna,Monica Bellucci,film Rhinos Season,ritocchi,rughedell’iraniano Bahman Ghobadi, nella nuova intervista di copertina di Vanity Fair, sorprende ancora. E dice un secco «no» a ritocchi e ritocchini.

Si pensa che voi attrici, pur di non mostrare i segni dell’età, vi facciate di tutto. Lei, finora?
«Io? Solo un trattamento alle vitamine, una volta. Non amo l’idea di farmi ritoccare la faccia e, francamente, penso che per un’attrice sia abbastanza pericoloso».

Qual è il confine tra la donna gatto e il lasciarsi andare troppo, non approfittando degli «aiutini»?
«Rispetto a una faccia di plastica, io preferisco le rughe».

Però il tempo passa per tutti. Cosa ne pensa del periodo della “pre-menopausa”?
«Sono mentalmente pronta, e non mi fa paura. Da grande sostenitrice dell’omeopatia, penso di ricorrere in primis alle alternative che offre. Poi vedrò se ho bisogno delle tradizionali terapie ormonali sostitutive».

Con l’età cala la voglia di sedurre?
«Sì! Che liberazione da quella fatica. Diventi più ironica e distaccata, provi finalmente un po’ di compassione per te stessa».

Lezioni di lingerie per farlo impazzire di desiderio!

Alla ricerca di seduzione e glamour? Guepiere, tanga, reggiseno a balconcino sublimano la tua reggiseno,seduzione,intimo,sesso,trucco,gambesensualità. Noi ti sveliamo nuovi gesti di seduzione, per dargli le vertigini, sin da stasera.

La seduzione comincia da te
Negli occhi degli uomini
Libera la bomba che è in te!

pesso non ci rendiamo conto della fortuna che abbiamo a vivere in quest’epoca!

Fino a poco tempo fa, lingerie faceva rima con costrizione e scomodità. E’ solo a partire dagli anni ’60 che il potere di accendere il desiderio, con pochi centimetri di stoffa sulla pelle, ci è stato dato.

Claude Pasquier, fondatore di Aubade, pioniere in questo campo, lancia nel ’58 la moda dei motivi e dei colori. Un grande grazie! Ecco perché abbiamo chiesto a Aurélie Couvret, responsabile della comunicazione della griffe, di svelarci i modi in cui la lingerie seduce.
La seduzione comincia da te

“Quando una donna indossa una completino intimo, lo fa per sentirsi bella” spiega Aurélie Couvret. Acquistare l’intimo: la lingerie la vedete solo tu e il tuo amato. Allora, è il momento di osare tutto, o quasi. Bustino o tanga, la missione sarà compiuta a una sola condizione: che ciò che indossi piaccia prima di tutto a te. Il messaggio che la biancheria intima trasmette sul tuo «io erotico» arriva solo se è adeguato al tuo rapporto con la seduzione.

In altre parole, potrai esprimere una sensualità folle scegliendo tra una vasta gamma di tulle e trasparenze, se si confà al tuo modo d’essere, altre donne magari opteranno per un approccio sofisticato, più femme fatale in giarrettiera. Mettici tutto il tempo che vuoi, quando provi dentro un camerino, e se hai bisogno, chiedi consigli. Una volta che sarai pazza dell’intimo scelto, bisognerà trovare la scusa per indossarlo. A tal proposito, “ci sono due tipi di donna” precisa Aurélie. “Quelle che comprano spesso e sono fedeli a delle marche; altre che acquistano per l’occasione e si innamorano a prima vista dall’indumento”. Sopra o sotto le coperte, lo scopo è riuscire a fargli drizzare il pelo.
Negli occhi degli uomini

Non puoi pensare di accendere la fantasia del tuo uomo da un momento all’altro, non si improvvisa. Bisogna contare su valori sicuri. “Pizzi, ricami, bustini, giarrettiere hanno come primo effetto la dilatazione delle sue pupille” afferma Aurélie. Segno che ti desidera. In quanto alla lingerie, i veri amatori sono più per i pezzi molto lavorati, reggiseni con nastrini in seta o plissettati. Sorprendente, no? Né tarzan, né conigli, o peggio ancora ragazzini surriscaldati, per quel che riguarda l’intimo, l’uomo si mostra delicato.
Piccola confidenza tra donne, perché la bestia si svegli e si mostri insaziabile, abbiamo trovato il suo tallone d’achille: il reggiseno molto scollato, che copre giusto la punta del seno. Così sexy!
Libera la bomba che è in te!

Non è così semplice, è vero. Fortunatamente, con qualche trucco e evitando passi falsi, Aurélie ti aiuterà a scegliere la sexy-lingerie che fa per te. “Sta tutto nella forma “. Quelle che hanno un seno prosperoso e curve abbondanti, si dice così, puntano su un reggiseno a balconcino. Per le altre, più minute, l’arma obbligatoria è la versione push up, che spinge il seno verso il centro, dando rotondità.
Valorizzare i tuoi glutei, è facile! Se sono un pò piatti, opta per un paio di shorty che li modellino. Evita il perizoma che li appiattisce. Per i più sodi, il tanga è l’ideale. La sua forma che copre il fondoschiena, dovrebbe renderlo più bello.
La guepiere? Va bene per tutte. «Un trucco? Scegliere la taglia giusta, altrimenti rischi che sia o troppo stretta o troppo larga, e là è la fine. Certo si potrebbe pensare che autoreggenti e giarrettiere siano riservate alle donne slanciate, ma non è così. E’ questione di saperle portare!»

5 lezioni di seduzione Aubade, decriptate per te!

1. Osa col rosso!

Rosso passione, rosso sulle labbra, rosso per il completino intimo. Questo colore è completametne associato alla quintessenza della femminilità nell’immaginario maschile. Allora perché privarsene? E non dimentichiamo che si sposa bene con qualsiasi tipo di carnagione e anche con le pelli chiare!

2.Dagli le vertigini!

Il potere sessuale di giarrettiere e autoreggenti non è più da dimostrare. Sta probabilmente nella parte visibile che stimola la fantasia su cosa si nasconda sotto la gonna. Per rendere il tuo uomo insaziabile, gioca con i suoi nervi e la sua pazienza. Fuori dal letto, sgancia lentamente le autoreggenti, e sfilale il più sensualmente possibile dalle tue gambe.

3.Lasciati andare

Non sottovalutare l’effetto del fondoschiena sull’uomo. Un tanga ti da un tono ovviamente più provocatorio che una mutanda coprente. No? Per convincertene, scegli il modello con il micronodo o dei bottoncini, in alto, all’inizio del sedere! Imbattibili.

4.Scatena la sua passione!

Per liberarsi dalle inibizioni, bisogna passare all’attacco. Ricapitoliamo, i limiti sono fatti per essere superati… e il tuo seno per essere sostenuto. Le più abbondanti oseranno il modello balconcino. Le altre giocheranno la carta suggestiva, tulle e trasparenze, che tradiscono tutte le emozioni della pelle. Lo adora.

5.Fai di lui un principe!

Smettila di domandarti se sei brava, irresistibile o focosa. La risposta è si. Per convincertene, scivola dolcemente dentro una guepiere. Scoprirai che allacciarla significa già accendere l’erotismo che è in te. Un gioco di drappi e tulle che, soprattutto se si tratta di una esperienza fuori dall’ordinario, non solo libererà tante piccanti fantasie, ma ti condurrà a intensi momenti di piacere e complicità.

Le cose da evitare al primo appuntamento: le regole di base

Vi siete incontrati in un bar o a casa di amici, un bicchiere di vino, due chiacchiere e sei riuscito/a ad unghie,sexy,naturali,donne, uominiavere il suo numero di telefono. Gli/le proponi di vedervi e accetta volentieri. È fatta! Ora c’è solo da aspettare qualche giorno per rivederlo/a…ma sei sicuro/a di saper fare le mosse giuste? E se il primo appuntamento si rivelasse un flop? Doctissimo ti dà alcune dritte da seguire per arrivare con successo al secondo, al terzo, al quarto…

La regola di base
Alcune dritte
Parola d’ordine: originalità!

Le regole di base

L’onestà paga, quasi sempre. Quando incontriamo qualcuno che ci piace tendiamo tutti a dare il meglio di noi stessi: questo non vuol dire però mentire su chi si è davvero. Cercare di mostrarsi brillanti e spumeggianti anche quando in realtà il sabato sera si preferisce restare a casa in pigiama a vedere la tv non serve a niente. Cercate piuttosto una via di mezzo: vi piace andare in discoteca tutti i weekend? Dite che amate ascoltare musica e divertivi con i vostri amici. Siete amanti dei documentari di guerra e dei film in bianco e nero anni Venti? Declamate la vostra passione per tutto ciò che è vintage e di classe.

Immaginate quindi il primo appuntamento come un colloquio: far vedere all’altro/a di essere adatti per quel lavoro, che anche se non si è perfetti (esiste davvero qualcuno che lo è?) potete sempre imparare e crescere.

Non vi stiamo dicendo di mentire ma di abbellire la realtà e rendervi interessanti agli occhi altrui: facendo così nessuno potrà mai un giorno dire di aver mentito o di aver omesso la verità. In compenso avrete molti aneddoti divertenti da raccontare ai vostri nipotini!

Non dimenticate infine che gli eccessi sono sempre poco graditi e che essere troppo gentili o troppo simpatici desta perplessità anche nel partner più tollerante.
Alcune dritte

Ad essere selettive sono più che altro le donne, che si infastidiscono e “eliminano” potenziali pretendenti per le motivazioni più diverse. Il calzino di spugna bianco che si intravede sotto i pantaloni o le unghie sporche sono degli ottimi deterrenti anche per la ragazza più focosa, così come una giovane donzella che sfida il suo lui ad una gara di rutti non risulta affatto sexy per un uomo. Ma essere naturali, o almeno far finta di esserlo, è la chiave di volta per conquistare l’altro in un baleno, il punto è: come creare quell’incastro mentale che fa scintille? Si tratta davvero solo di chimica? Non si può negare che quel quid che ci spinge verso una persona c’è o non c’è…ma si può lo stesso cercare di stuzzicare la curiosità dell’altro/a per assicurarsi lo stesso un altro appuntamento. E chissà che la scintilla non scatti più in là!

Parola d’ordine: originalità!

L’atto sessuale non inizia quando ci si tolgono i vestiti. Una conversazione stimolante risulta molto più eccitante di mille preliminari: l’uomo non deve esagerare con i complimenti alla sua bella, rischia di sembrare costruito e la donna può tranquillamente mostrare di avere un cervello e una volontà propria e saperli usare. Spesso ci si nasconde dietro a stereotipi limitanti, che vedono il maschio come elemento più forte e la femmina sottomessa. Beh, vi sveliamo un segreto: il trucco per far durare una relazione è sentirsi al pari dell’altro, creare quindi un equilibrio di diritti e doveri che porta a creare un ambiente sereno senza che nessuno si senta schiacciato.

Detto questo, non bisogna comunque dimenticare che il gioco delle parti è molto importante per stabilire i comportamenti da adottare in una coppia. Chi laverà i piatti stasera? Che sia lui o lei non importa: il maschio non metterà a repentaglio la sua virilità toccando spugna e sapone, così come se una donna impara a cambiare una ruota non sembrerà per questo meno principessa.

Ognuna il suo rossetto e ognuno la sua clava quindi, senza dimenticare che ci sono uomini che si mettono in gonna e donne che amano i pantaloni…

Chirurgia estetica, ecco il trapianto di sopracciglia

corpo,peli,chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica,capellAlla conquista di tutte le zone del corpo. Sembra questo il principio ispiratore delle ultime novità nel campo della chirurgia estetica, se si pensa ad esempio al trapianto di sopracciglia, richiesta sempre più abituale fra le signore di mezzo mondo.
Da qualche anno, infatti, i chirurghi estetici offrono la possibilità di intervenire per riportare a una condizione originaria le sopracciglia divenute rade e sottili a causa dei troppi anni passati con la pinzetta in mano, o perché pressoché assenti fin dalla nascita o colpite da un’ustione. In questi casi, si può ricorrere al trapianto, con una tecnica che si ispira a quella utilizzata per il trapianto di capelli.
Paolo Palombo, segretario nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (S.I.C.P.R.E), conferma: “in Italia l’innesto di bulbi piliferi nel sopracciglio si fa da almeno un paio di anni e
di anni e richiama l’intervento per la riduzione della calvizie. L’operazione è praticamente indolore visto che si fa in anestesia locale, dura circa tre ore e dà discreti risultati a lungo termine, sempre che i peli attecchiscano sull’arcata sopraccigliare”.
In sostanza, i chirurghi prelevano un pezzettino di cute dalla nuca posizionandolo sul sopracciglio e procedono poi a un paziente lavoro di incisione e di inserimento dei follicoli, regolando l’inclinazione in modo corretto per rispettare la forma delle sopracciglia. Dal momento che vengono utilizzati capelli trapiantati, è chiaro che bisognerà regolarli periodicamente per mantenerli a una lunghezza adeguata.
La tecnica, ideata in Inghilterra, è stata trasferita anche in Italia a prezzi oltretutto inferiori. Si parla di una cifra che oscilla fra i 2500 e i 3000 euro, una tariffa proporzionata alla quantità di follicoli coinvolta – circa una cinquantina –, decisamente inferiore rispetto ai più costosi trapianti di capelli.

Psoriasi lieve-moderata una malattia sottovalutata

Si chiama psoriasi lieve-moderata ma, a dispetto del nome, per i circa 2 milioni di italiani che ne sono affetti le ripercussioni possono essere pesanti: disagio sociale, isolamento e Qualità di Vita compromessa. Ad aggravare la condizione dei pazienti, anche l’impatto di trattamenti topici lunghi e laboriosi, che oggi hanno un’alternativa nei derivati della vitamina D, più pratici e meglio tollerati.
L’esperienza di A.DI.PSO., Associazione per la Difesa degli Psoriasici, principale associazione di riferimento per i pazienti, conferma come in Italia, nel 2012, soffrire di questa malattia cronica della pelle significhi ancora scontrarsi con tabù e discriminazioni. «Sguardi fissi, esitazioni, atteggiamenti e comportamenti anomali degli altri condizionano negativamente la vita di relazione e quindi influiscono sull’identità sociale» – afferma Mara Maccarone, Presidente di A.DI.PSO. – «il disagio sociale porta come conseguenza la diminuzione dell’autostima e quindi la persona con psoriasi diventa più vulnerabile emotivamente e più soggetta ad ansia, depressione e stress».
La scarsa informazione aggrava la condizione dei pazienti, spesso emarginati per la credenza, errata ma diffusa, che la loro patologia sia contagiosa. Inoltre i pazienti, specie quelli affetti dalle forme lievi-moderate, tendono a non riconoscere la patologia o la sottovalutano, non curandola o trattandola con farmaci non adeguati o prodotti non indicati, come le creme cosmetiche. «Le forme più lievi di questa patologia» – sottolinea Gianfranco Altomare, Professore ordinario di Dermatologia all’Università di Milano e Responsabile della Dermatologia dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – «portano il paziente a non rivolgersi al dermatologo e a non valutare con la dovuta cautela il problema, senza considerare, invece, che la malattia può dare origine a serie comorbilità, come il diabete. Anche una psoriasi lieve o moderata può celare una patologia articolare o problemi a livello metabolico».
Per favorire l’awareness sulla psoriasi, A.DI.PSO., con il supporto di LEO Pharma, promuove una campagna di sensibilizzazione: due video, accessibili da oggi attraverso il sito www.momentinfo.net, combattono gli stereotipi sulla psoriasi raccontando come un paziente oggi possa affrontare tutte le condizioni della vita quotidiana, come fare un bagno in piscina o andare dal barbiere. A seguire una serie di incontri di informazione aperti al pubblico dei quali verrà pubblicato il calendario sul sito di campagna.
È stato inoltre redatto un decalogo per gestire la patologia nella bella stagione, quando scoprirsi non solo è necessario, ma dovrebbe essere anche piacevole. Alle persone con psoriasi si consiglia, ad esempio, di preferire abiti larghi, leggeri e in fibre naturali, in modo che la pelle sia sempre asciutta, ed evitare di indossare costumi prodotti con materiali e coloranti non testati.
La psoriasi, malattia della pelle di origine genetica, ad andamento cronico e recidivante, colpisce il 3-4% della popolazione adulta e si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, che possono interessare tutte le parti del corpo.
Punto di svolta nella possibilità di una vita normale per i pazienti con psoriasi lieve-moderata sono i trattamenti topici come calcipotriolo, un derivato della vitamina D che, associato o meno a betametasone, e in formulazione gel si è dimostrato più efficace, rapido e meglio tollerato rispetto alle terapie convenzionali, con il vantaggio di una sola applicazione quotidiana ed un rapido assorbimento.
«Il calcipotriolo si è rivelato in grado di mantenere i risultati a lungo termine, nell’arco di un anno, e con un buon profilo di sicurezza» – afferma Sergio Chimenti, Professore ordinario di Dermatologia e Venereologia al Policlinico Tor Vergata di Roma – «in combinazione con betametasone, nell’arco di quattro settimane permette di ottenere una riduzione di circa il 75% dell’estensione delle lesioni cutanee e nella formulazione in gel, di facile somministrazione e da usare una sola volta al giorno, favorisce il paziente nel raggiungimento di una maggiore efficacia terapeutica».
Gli altri trattamenti topici comunemente utilizzati offrono invece ai pazienti solo un controllo a breve termine del problema e possono implicare la necessità di cospargersi il corpo, per tutta la notte o più volte al giorno, con prodotti dall’odore sgradevole, come il catrame, o che macchiano la pelle e i vestiti.
La mancanza di efficacia a lungo termine dei trattamenti tradizionali, unita alla loro scarsa maneggevolezza, scoraggia i pazienti e ostacola la loro adesione alla terapia: si stima che una quota compresa tra il 39 e il 73% dei pazienti con psoriasi lieve-moderata non utilizzi le medicazioni prescritte per via del tempo necessario per applicarle e per la natura sgradevole dei prodotti.
In questo modo si instaura un circolo vizioso che peggiora notevolmente la Qualità di Vita aggravando il senso di isolamento e l’impatto psicologico complessivo della malattia. «Lo sguardo percepito su di sé è condizionante e porta a nascondersi e isolarsi, a evitare tutte quelle situazioni che comportano uno stare in mezzo agli altri e che implicano un contatto fisico» afferma lo psicologo e psicoterapeuta Raffaele Villani. «Frequenti sono i casi in cui ad alcune persone con psoriasi è stato proibito di usare il camerino di un negozio. Anche la frequentazione delle piscine è un problema rilevante per questo tipo di pazienti, che spesso si ritrovano a scrutare gli eventuali sguardi degli altri, creandosi ulteriori preoccupazioni e ansie e vanificando dunque il piacere di fare qualcosa per sé, come un’ora di attività fisica».
LEO Pharma ha fatto della compliance del paziente un suo obiettivo primario: come afferma Giuseppe Michele Blasco, Direttore Medico dell’azienda danese, «LEO Pharma è un’azienda il cui costante impegno nella ricerca clinica, soprattutto in ambito dermatologico, l’ha resa negli anni leader in questo settore. È fondamentale garantire il benessere del paziente con farmaci efficaci e sicuri, ma anche con veicoli in grado di aumentare la compliance del paziente: da questo punto di vista la formulazione in un unico prodotto di un derivato della Vitamina D e di uno steroide rappresenta il punto di forza nella nostra strategia contro la psoriasi e un’importante innovazione nel panorama della terapia topica della psoriasi lieve-moderata».
L’informazione e il supporto psicologico, insieme alla disponibilità di terapie efficaci e pratici come il gel sono risorse fondamentali per aiutare i pazienti ad affrontare la loro condizione. Tra le iniziative promosse da A.DI.PSO. vi sono corsi di Auto-Aiuto per i pazienti organizzati da psicologi locali, e incontri tra medici e pazienti nel corso dei quali i pazienti rivolgono al medico i loro dubbi, incertezze e preoccupazioni sulle scelte terapeutiche da attuare, migliorando la conoscenza della malattia e il livello di collaborazione con i medici.

Malattia sottovalutata


PSORIASI LIEVE-MODERATA. MALATTIA SOTTOVALUTATA:
Si chiama psoriasi lieve-moderata ma, a dispetto del nome, per i circa 2 milioni di italiani che ne sono affetti le ripercussioni possono essere pesanti: disagio sociale, isolamento e Qualità di Vita compromessa. Ad aggravare la condizione dei pazienti, anche l’impatto di trattamenti topici lunghi e laboriosi, che oggi hanno un’alternativa nei derivati della vitamina D, più pratici e meglio tollerati.

EPATITE C, LA TERAPIA AGISCE SUL VIRUS: Siamo ad un punto di svolta nella lotta contro il virus dell’Epatite C, la più insidiosa malattia del fegato, prima causa di decesso per malattie infettive trasmissibili: con l’avvento di boceprevir, capostipite di una nuova classe di farmaci con un meccanismo d’azione rivoluzionario, diventa più vicina la prospettiva di eradicare completamente il virus.

OBESITÀ GRAVE: CHIRURGIA ‘SALVAVITA’ PER 7000 PAZIENTI OGNI ANNO:
Vivono un decennio meno della media e costano allo Stato ottantotto miliardi di euro l’anno. Sono gli obesi italiani, circa 6.000.000, il 10% della popolazione: di questi, almeno un milione potrebbe risolvere efficacemente i propri problemi di salute con interventi di chirurgia cosiddetta bariatrica (per ottenere una forte riduzione di peso scongiurandone le ovvie conseguenze). Ma solo poco più di 7000 persone vengono operate ogni anno.

UN TOPO LUCCIOLA PER LA PROLIFERAZIONE CELLULARE:
Un nuovo topo transgenico, chiamato MITO-LUC, è stato prodotto nel laboratorio di ricerca di Oncogenesi Molecolare dell’IRE Regina Elena di Roma, come eccellente modello sperimentale per gli studi sulla proliferazione cellulare. L’animale è stato ottenuto legando il gene della luciferasi, una proteina prodotta dalle lucciole, a un frammento di DNA del topo che dipende dal fattore di trascrizione NF-Y, una proteina strettamente coinvolta nel processo di divisione e moltiplicazione cellulare.

Cura dei piedi

I pesci: dei gran lavoratori
La tecnica nasce in Medio Oriente (Turchia, Siria e Giordania) centinaia di anni fa ma viene esportata nail-art-piedi-mani-sposa.jpgpresto nel resto del mondo: in Italia è arrivata da poco e si sta diffondendo molto velocemente. Centri specializzati sono nati in molte delle città più importanti come Roma e offrono dei pacchetti benessere per mani e piedi basati su tale metodo.
C’è una specie di pesci chiamata Garra Rufa che si nutre di pelle morta e che non ha denti: è sufficiente immergere i piedi in una vasca d’acqua piena di questi pesciolini per ottenere un trattamento completo della pelle. Vengono chiamati anche “pesci dottore” proprio per la loro capacità di curare la pelle dagli inestetismi.
Attenzione! Recatevi solo in centri specializzati e fidati: può capitare che, per risparmiare, alcuni acquistino dei pesci frutto di incroci, quali il Chin-Chin, che con i suoi denti provoca invece ferite molto dolorose lacerando la pelle.

I benefici

I Garra Rufa, nutrendosi della pelle morta in eccesso, rilasciano un enzima chiamato ditranolo, che dona alla pelle un aspetto giovane e compatto: il trattamento può essere effettuato su piedi, mani, gomiti e in tutte le zone in cui si vuole migliorare l’aspetto della cute e la microcircolazione. Il trattamento dura dai 30 ai 60 minuti e dona sollievo in caso di psoriasi, eczemi e dermatiti, anche se agisce solo sull’aspetto dell’epidermide e non sulla causa psicosomatica che ne genera la comparsa. Tuttavia si è riscontrata una diminuzione dello stress e un miglioramento dell’umore: questi pesciolini sono molto piccoli e le loro bocche altrettanto delicate. Non sono dotati di denti e si nutrono normalmente di alghe. La sensazione provata durante il trattamento è quella di un leggero solletico, molto piacevole una volta superato il pensiero di avere centinaia di pesci tutti intorno al proprio corpo.

Dove effettuare questo trattamento?

Ci si può recare in Spa e centri estetici specializzati, non ancora molto numerosi, delle più grandi città: per ora esiste un unico rivenditore nazionale dei Garra Rufa, nella provincia di Roma (Frascati) che si occupa anche dell’attrezzatura necessaria. Vasche d’acqua con sistemi di filtraggio possono essere installate in ogni centro ma è necessaria una grande manutenzione di questi macchinari, per garantire la qualità del trattamento e, soprattutto, la salute dei pesci. Per il trattamento di due persone sono necessari cinquecento esemplari, quello per quattro di mille.
Come spesso accade, tecniche di bellezza antiche ritornano in auge negli anni Duemila: ma i rimedi dei nostri antenati sono davvero i migliori? Immergetevi per scoprirlo!