Beve un bicchiere della sua urina ogni giorno: “Mi aiuta a stare in forma e a curarmi”

Beve ogni mattina un bicchiere di urina calda e se ne spruzza un po’ sul viso. Quella di Dave Murphy, 54 anni, sembra essere una vera e propria routine di bellezza. L’uomo ha perso 48 chili grazie a questo trattamento fai da te.

Father-of-two Dave Murphy, 54, drinking a glass of his own urine, from Basildon, Essex, Thursday 4th May, 2017. Dave has drank nothing but his own urine for the last five years and believes it to be the elixir of life, holding it responsible for his astonishing 8-stone weight loss, youthful looks and tip-top health. Dave Ð who went from 20 stone to 12 stone after drinking his own wee  Ð also believes that the practice of urine therapy could be a means of solving the world food shortage Ð and slashing peopleÕs grocery bills.  As most days, Dave survives on little else besides one grapefruit and two glasses of his own urine. His only indulgence is a small portion of chips from his local chippy three times per week. In fact for thirty days in 2012, Dave subsisted on nothing else but his own urine. Dave also uses his urine to moisturize his face and wash in. He maintains that wee is the ultimate anti-aging product.   ... SEE COPY AND VID   É  PIC BY NEWS DOG MEDIA É  +44 (0)121 517 0019

L’uomo è stato costretto a bere urina quando nel 2012 è rimasto disperso per 30 giorni, notando dei benefici sul suo corpo, ha così deciso di proseguire anche in casa: «Inizialmente la bevevo fredda», ha confessato l’uomo a Metro, «poi mi sono reso conto che calda dava anche maggiori benefici». Grazie alla sua urina Dave ha detto di aver perso oltre 40 chili, in questo modo infatti, ha meno bisogno di nutrienti dal cibo e dalle bevande, ottenendo attraverso la sua stessa pipì tutto quello di cui il corpo ha bisogno. «L’urina non fa bene solo se bevuta», ha aggiunto Dave, «dà molti benefici anche se ci si lava con essa: è un ottimo prodotto anti invecchiamento e aiuta anche nel trattamento dei dolori». Non è stato semplice ovviamente, inizialmente ha ammesso di essere stato disgustato all’idea di bere la propria urina e la mescolava con il succo di pomplemo, poi è riuscito a superare il suo blocco psicologico e oggi non potrebbe più farne a meno.

“Temiamo possa morire”, il dramma dei genitori del bimbo che a 10 anni pesa oltre 190 chili

Arya Permana è considerato uno dei bambini più obesi del mondo: ha soltanto 10 anni e pesa la bellezza di 192 chili. Un record negativo che preoccupa non poco i suoi genitori che, da qualche tempo, hanno paura che il loro figliolo possa morire a causa del suo peso eccessivo. La famiglia, originaria di un remoto villaggio chiamato Cipurwasari, in Indonesia, è entrata prestissimo nel guinness: Arya mangia per cinque volte al giorno una quantità di cibo che sarebbe capace di sfamare due adulti.

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Riso, pesce, carne di manzo, zuppe di verdure e, per concludere il ricco menù, un tortino di soia tradizionale del luogo. Ma questo regime alimentare gli provoca non pochi problemi: per andare a scuola ha bisogno di una persona che lo accompagni perchè da solo non è in grado di camminare. “Mio figlio sta ingrassando ad un ritmo molto elevato e sono preoccupata per la sua salute – ha ammesso sua madre, Rokayah Somantri -. Ora gli sto dando meno cibo ma sembra non funzionare. Non conosco un altro rimedio valido, abbiamo bisogno di aiuto”.Una fame che accompagna il bimbo in ogni fase della giornata: “Lui è perennemente affamato e mangia come due uomini. Il suo peso lo fa essere sempre stanco e si lamenta che gli manca il respiro. Quando non mangia si getta nella vasca da bagno e rimane li per ore: credo che gli dia un po’ di sollievo”.  Arya avrebbe bisogno di cure costose per migliorare la sua situazione di salute: “Ci hanno detto che dovrebbe andare in una struttura specializzata – ha continuato la mamma – ma purtroppo non abbiamo i soldi per farlo curare li. Ora gli sto facendo mangiare solo riso integrale, vedremo se dimagrirà”.

Sembra incinta ma non lo è: ecco la patologia che ha rischiato di rovinarle la vita

Sembra incinta anche se non lo è. Beth Trueman è una ragazza di 22 anni, nutrizionista e personal trainer, dunque molto attenta alla linea e all’alimantazione, ma nonostante la vita sana soffre di un disturbo molto fastidioso. Beth soffre della sindrome del colon irritabile, una patologia che le fa gonfiare la pancia fino a farla sembrare incinta. «l mio stomaco diventa simile a quello di una donna incinta all’improvviso.

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A volte ho dolori acuti, una costante sensazione di nausea», ha dichiarato la ragazza al Daily Mail parlando del suo disturbo, «Ho smesso di andare a cena fuori o in posti in cui i servizi igienici non erano accessibili. Mi sentivo intrappolata».  Beth ha spesso forti mal di pancia e le capita di avere l’improvviso bisogno di andare in bagno. Con una particolare alimentazione e uno stile di vita regolare è riuscita a contrastare i fastidiosi sintomi ma per la sua patologia non c’è un rimedio definitivo. Oggi lo scopo della 22enne è quello di informare e aiutare chi si trova nella sua stessa condizione.

Un test per scoprire il tumore al seno: la novità arriva dagli Usa

Poche semplici domande e una donna potrà scoprire qual è la percentuale di rischio di sviluppare un cancro al seno. È il test messo a punto dal Breast Cancer Surveillance Consortium (BCSC), l’associazione statunitense impegnata nella prevenzione e nella lotta contro uno dei tumori più combattuti negli ultimi anni e la cui mortalità è stata fortemente ridotta.

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Basterà indicare la propria età, l’etnia, se vi sono stati casi di cancro al seno in famiglia, i risultati di precedenti biopsie alla mammella e la densità mammaria: si basa su queste minime coordinate l’algoritmo che fornisce un numero cui aggrapparsi, una percentuale che non è un verdetto ma può indicare una strada. La previsione si spinge fino a dieci anni dal momento in cui si effettua il test, quindi un tempo sufficiente per monitorare e svolgere ulteriori indagini. Intervistata dal Daily Mail, la dottoressa Charlotte Gard sottolinea l’unicità di questo nuovo strumento a disposizione delle donne, l’unico che permetta di valutare, insieme, la densità mammaria e i risultati di precedenti biopsie. Il primo dato viene misurato con la mammografia e il range va da un’elevata densità a un livello più basso, non preoccupante. Com’è facile intuire, le donne che presentano una più alta densità mammaria sono quelle più esposte al rischio di sviluppare un carcinoma. Ed ecco la grande novità di questa analisi: accostare una misurazione fondamentale ad altri dati con cui incrociarla. Gli elementi di cui si potrà disporre attraverso questo nuovo test saranno quindi di grande utilità, sia per le pazienti che per i medici. Aggiunge la dottoressa Gard: «Con questo test diamo alle donne la possibilità di attrezzarsi meglio per valutare i rischi cui vanno incontro e, ai medici, stabilire quali sono i passi successivi da compiere». Il cancro al seno colpisce una donna su otto ed è il più diffuso dei tumori nel sesso femminile (la quota è del 29 per cento). È anche la prima causa di decesso per tumore nelle donne, con un tasso di mortalità del 16 per cento (in Italia, la più bassa da 40 anni). Tuttavia, come si diceva prima, negli ultimi anni il successo delle terapie ha portato a una drastica riduzione delle morti.

Bruciare calorie facendo sesso? Nasce un sito che le quantifica in base alla performance

414710_265998482_-passionee_H002712_LBruciare calorie facendo sesso? È sicuramente un modo divertente per mantenersi in forma e per aiutare a calcolare i grassi bruciati arriva uno strumento online.
Da UKMedix.co.uk , una farmacia online specializzata nella perdita di peso e la salute sessuale arriva una sezione specializzata nel consumo di calorie durante l’atto sessuale.
Durante un rapporto con una durata di mezz’ora si possono bruciare fino a 150 calorie, pari a 15 minuti di jogging.  Lo studio per la creazione di questo calcolatore è stato fatto da diversi scienziati che hanno sottolineato la validità dello strumento.

“Depilarsi il pube può far male alla salute”: ecco perché è meglio non farlo

man having stone massage in spa salonAllarme infezioni per chi si sottopone alla depilazione pubica. Eliminare i peli sulle parti intime è ormai una moda diffusa tra le donne, ma rappresenterebbe un pericolo per la salute. E’ quanto emerge da uno studio spagnolo dell’Accademia di Dermatologia di Barcellona.   Senza peli il rischio di infezioni, irritazioni e di malattie a trasmissione sessuale è più alto. Del resto la “vegetazione pubica” è funzionale proprio alla salvaguardia delle infezioni sessuali.  I RISCHI Tra i rischi della depilazione intima ci sono forti irritazioni per non parlare della condilomatosi e la comparsa di verruche, Papilloma virus, herpes e altre malattie.

Vuoi avere un alito profumato? Pulisci la lingua

nastol.com.ua-2475Una bocca che profumi di biancospino, come quella di Cesare Cremonini nel film di Pupi Avati Il cuore grande delle ragazze? Magari… Ma tra i rimedi più efficaci c’è un sistema che, se non proprio profumato, aiuta quanto meno a non avere il fiato pesante (scopri il menù che salva l’alito), specie dopo aver mangiato aglio, cipolla o una bistecca (già, pare che anche la carne sia tra i responsabili dell’alitosi). Qual è? Spazzolare la lingua. Quando hai finito di lavarti i denti, usa lo stesso spazzolino (a setole morbide) o meglio ancora l’apposito pulisci-lingua.
Lo trovi in farmacia, parafarmacia e in alcuni supermercati (costa sui 5 euro): non ha setole, ma lamine morbide inclinate per seguire la conformazione della lingua. Devi posizionarlo in bocca il più indietro possibile e farlo scivolare in avanti: in genere una sola applicazione è in grado di eliminare i batteri. «La placca batterica responsabile della maggior parte dei tipi di alitosi si forma sulla superficie della lingua, specie nella parte iniziale, quella più indietro, verso la gola», spiega Silvio Abati (puoi chiedergli un consulto), docente di malattie odontostomatologiche all’Università degli Studi di Milano. «Per questo può essere utile il pulisci-lingua. Ma per evitare il cattivo odore, è necessario anche usare dentifricio, spazzolino e filo interdentale per eliminare i residui di cibo. E andare almeno una volta all’anno dall’odontoiatra per una seduta di igiene professionale».
E il collutorio? «Anche gli sciacqui funzionano», risponde Abati, «se però sono accompagnati da gargarismi che servono per pulire anche la parte iniziale della lingua». Per i casi d’emergenza può essere utile tenere in tasca un pacchetto di chewing gum. I migliori contro l’alito cattivo sono a base di sostanze aromatiche, sali di zinco, estratti al tè verde.

Lo sport protegge il cuore, soprattutto in menopausa

FITNESS-51Nelle donne l’allenamento regolare tiene basso il rischio cardiovascolare, in aumento con il crollo di estrogeni. Meglio lo sport di squadra, da fare due volte la settimana.

Dovrebbero seguire l’esempio dei coetanei uomini, impegnati con il calcetto settimanale anche dopo i 40-50 anni: non solo per tenersi in forma, ma anche per per contrastare il crollo di estrogeni e un aumentato rischio cardiovascolare ad esso correlato.  Nelle donne lo sport di squadra, infatti, sarebbe un toccasana per il cuore. Lo spiega una ricerca dell’Università di Copenhagen secondo cui basterebbero due allenamenti a settimana per migliorare la pressione e proteggersi, con il tempo, da ictus e infarto.

“Feti sani dopo l’aborto”, è allarme. Flop del test del sangue alle mamme

k15960932Un’analisi del sangue che può portare le future mamme a interrompere la gravidanza a causa di anomalie «inesistenti. I test di screening del Dna fetale nel sangue materno per verificare le anomalie nel feto non sembrano funzionare. Sono troppi i falsi positivi. Salviamo le vite di quei bambini che erroneamente vengono considerati portatori di sindrome di Down: molte donne possono decidere di interrompere la gravidanza solo sulla base di questo test». A lanciare l’allarme è Claudio Giorlandino, ginecologo presidente della Fondazione Altamedica per lo studio delle patologie della madre e del feto.  L’esperto solleva all’Adnkronos Salute la questione dell’attendibilità di questi test di screening «nati per evitare o ridurre il ricorso a esami invasivi come amnio e villocentesi». Al centro delle polemiche test «che si fanno a 11 settimane, al costo di 800-900 euro, attraverso il prelievo di sangue materno che di solito viene inviato all’estero. Prescindendo da tutte le considerazioni scientifiche pro e contro tali test, sento il dovere etico di riferire la mia esperienza che, da sospetto, è divenuta allarme per quel che ho potuto documentare – afferma il ginecologo – Un allarme che presento come persona informata dei fatti sia all’opinione pubblica che alle autorità competenti che volessero prenderne visione».  «Negli ultimi mesi si sono rivolte a me 8 gestanti che avevano avuto un test positivo per patologia fetale, prevalentemente da un unico centro di genetica, dopo essere state sottoposte a questi test di screening – spiega Giorlandino – Ho eseguito il test di conferma con amniocentesi o villocentesi riscontrando, con sbigottimento, che in 6 casi non venivano confermate le patologie: 5 feti sono risultati sani e su uno, verosimilmente anche sano, sono ancora in corso verifiche».  Queste pazienti hanno avuto la possibilità di venire a conoscenza dell’errore evitando, così, l’interruzione volontaria della gravidanza che si apprestavano ad eseguire. «Ma ho realizzato che alcune pazienti potevano essere indirizzate verso l’aborto senza neanche cercare una verifica attraverso test diagnostici», continua Giorlandino. Quante donne aspettano settimane per un controllo quando hanno avuto quella che ritengono la ‘condannà di un’anomalia per il feto? Il rischio di interrompere la gravidanza è troppo alto, secondo l’esperto. «Ecco perchè ho voluto allertare le future mamme. Se a me, su 8 donne giunte casualmente, il 75% circa aveva un risultato errato, immagino quante altre volte questo sia avvenuto in Italia».  Nonostante questi test di screening non offrano nessuna certezza e chiedano di essere confermati mediante villocentesi o amniocentesi, la risposta patologica «induce un’angoscia tale – riferisce – da poter condurre le gestanti a ricorrere direttamente all’aborto volontario senza attendere l’esito della conferma». Un errore, secondo Giorlandino. «Oltre ai troppi falsi positivi – spiega lo specialista, che sta raccogliendo la sua casistica per la pubblicazione di uno studio scientifico – c’è anche la questione dei falsi negativi. Gestanti serene per aver avuto una risposta rassicurante dal test, ma che potranno scoprire solo alla nascita eventuali anomalie».  Perchè questi test sono imprecisi? «Il Dna libero circolante nel sangue materno non è di origine fetale, ma placentare – spiega Giorlandino – La placenta infatti, durante le fasi della sua formazione, libera nel sangue materno una certa quantità di Dna di scarto e questo viene captato come se fosse l’espressione genetica del feto. D’altra parte la metodica dei test, non potendo distinguere sull’origine del Dna, può fornire anche falsi negativi se non trova un Dna fetale, non perchè il feto sia o meno portatore di una anomalia, ma solo perchè in quel momento e in quel dato campione non si reperisce il materiale necessario per l’analisi».  «A questo punto mi rivolgo alle mamme: se avete fatto questo test ed è risultato positivo, non pensate a una condanna», avverte l’esperto. «La Fondazione Altamedica offre la possibilità, a tutte le donne che hanno ottenuto un risultato patologico a seguito del test sul sangue materno, di sottoporsi gratuitamente e immediatamente a una amniocentesi o villocentesi. Da eseguire a Roma o a Milano, per scongiurare il rischio di interrompere una gravidanza potenzialmente e perfettamente sana: c’è l’alta possibilità che questo test sia falsamente positivo», conclude. «I test sicuri sono per ora sempre e solo amnio e villocentesi». Per le donne interessate: www.fondazionealtamedica.it.

Bellezza fai da te: come realizzare una manicure a regola d’arte

1317733953582Dalle prime cure alla maschera idratante, le 3 mosse ”tecniche” con cui prenderci cura, da sole, delle nostre mani con risultati davvero impeccabili.

Con la collaborazione di Stefano Bongarzone, visagista delle dive e delle donne, che frequentano il sul Salone in via Agri a Roma, e noto stilista d’immagine che si dedica con passione al suo lavoro. Lo potete seguire in TV, su RaiUno, a Uno Mattina.

Sappiamo bene quanto le mani siano il nostro primo biglietto da visita, e proprio per questo, prestare cura alla loro salute e bellezza, è importante quanto l’avere rispetto per tutto il resto del corpo. Non bisogna limitarsi al solo imbellettarsi con uno smalto all’ultima moda: la cura delle mani non va confusa con quella delle unghie. Quindi, come se ci affidassimo ai trattamenti di un’esperta estetista, è possibile realizzare un’impeccabile manicure anche da sole, stando comodamente a casa propria: dal taglio e limatura delle unghie al peeling, per finire con una maschera idratante. Vediamo come fare.