Il trash non manca a Venezia 74

Nemmeno quest’anno lo stilista Matteo Manzini ha perso l’occasione di spiazzare il pubblico di Venezia, come l’anno prima. Stavolta a fargli da ambasciatrice è stata Romina Pierdomenico, ex corteggiatrice di Uomini e Donne. Ma non è stata l’unica uscita trash del Festival del Cinema.

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Hofit Golan si cimenta in uno show con le stampelle sul red carpet: sembra siano stati in molti ad avvistare i capezzoli fuoriusciti dalle balze gialle del vestito Matija Vuica.
Trasparenze nere firmate Alberta Ferretti per Eleonora Carisi e Bruna Marquezine: entrambe mettono in mostra anche qualcosa in più della biancheria sotto al vestito. Stessa stilista per Karolina Kurkova, tradita dal vento. Martina Pinto preferisce invece un nude look che starebbe decisamente meglio in camera da letto.
Poi c’è la classica apertura frontale dello spacco con esposizione inguinale: il must di quest’anno. Dopo Miss Italia Rachele Risaliti che al primo giorno è stata penalizzata da un lieve inchino, è stata la volta della protagonista di The Lady Patricia Contreras. Ha scelto lo stesso metodo anche l’ex tronista Sonia Lorenzini: possiamo definirlo un gesto involontario? Il massimo del trash lo raggiunge però la trans Vittoria Schisano: aprendo lo spacco dimostra ufficialmente la mancanza di slip (e la riuscita della sua operazione).

Miss Italia ascolta i superstiti dell’eccidio a S. Anna e piange: “Sarò ambasciatrice di pace”

«Per capire fino in fondo, bisogna visitare i luoghi come Sant’Anna di Stazzema, per vedere la storia con i propri occhi», «nei libri c’è scritto tanto ma la storia si comprende a fondo visitando luoghi come Sant’Anna e ascoltando i racconti di chi ha vissuto le tragedie della guerra».

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Così una commossa Alice Sabatini, miss Italia 2015, durante la visita oggi a S.Anna di Stazzema, teatro della strage nazista del 12 agosto 1944: 560 le vittime. Ad invitare Alice era stato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, in seguito alla polemica seguita alle dichiarazioni della giovane sulla Seconda guerra mondiale. «Non intendevo dire che avrei voluto vivere la guerra – ha precisato Alice, che era accompagnata dalla madre – ma capire quali fossero gli stati d’animo, le sensazioni che si provavano in quel periodo, così duro e difficile, di cui tante volte anche mia nonna mi ha parlato». Nel corso della sua visita miss Italia ha incontrato, al Museo storico della Resistenza, Mario Ulivi, superstite della strage e Adele, Licia, Siria e Lilia Pardini, sorelle di Anna, che aveva 20 giorni quando fu uccisa, volendo sapere come vivevano in quegli anni. «La strage ha cambiato tutto – ha spiegato Licia Pardini – perchè abbiamo perso tanti familiari, amici, parenti». «Le sorelle Pardini – ha commentato poi Alice, che, colpita dalle testimonianze, si spiega, a stento ha trattenuto le lacrime – sono donne straordinarie, con una tempra incredibile: l’emozione ad ascoltarle è stata fortissima e le ringrazio di cuore per le loro testimonianze». «Il senso dell’invito – ha detto il sindaco – è stato di farti conoscere in prima persona coloro che hanno vissuto la guerra e hanno visto con i propri occhi la strage di Sant’Anna, perdendo tanti familiari». Verona le ha poi rinnovato la sua proposta «di diventare ambasciatrice presso i giovani dei valori del Parco nazionale della Pace: è un nostro dovere primario trasmettere il ricordo della strage». Una proposta che Alice, si spiega ancora, ha accolto immediatamente: «In questo anno da Miss Italia avrò modo di incontrare tanti giovani. Mi impegnerò per trasmettere i valori e la storia di Sant’Anna», «potrò raccontare ciò che ho visto ed ascoltato a Sant’Anna». Dopo il museo, dove sul libro delle firme ha scritto «Grazie, grazie. Mi avete dato tanto», Alice si è recata nei pressi della Cappellina Anna Pardini per deporre un mazzo di fiori in memoria dei martiri di Sant’Anna, poi al Monumento Ossario e infine nella chiesa che ospita l’Organo della Pace.