Anastacia, 15 anni di successi: “Ho lottato per mantenere vivo il mio sogno”

È uscito “Ultime Collection”, un album che raccoglie i più grandi successi di 15 anni di carriera di Anastacia con l’aggiunta di due brani inediti: “Army Of Me”, cover della canzone di Christina Aguilera, e “Take This Chance”. “Sono orgogliosa della mia carriera – dice lei a Tgcom24 -. All’inizio sembrava un sogno, poi ho dovuto lottare per mantenerla nonostate la malattia. Ora voglio solo positività”.

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E di cose negative Anastacia ne ha dovute affrontare non poche, come il cancro al seno che due volte, nel 2003 e poi 2013, l’ha colpita. Lei, piccola donna di Chicago dalla grande voce soul, è arrivata prepotentemente alla ribalta nel 1998 con “I’m Outta Love”. Poi sono arrivati successi uno dietro l’altro, come “Paid My Dues”, “Left Outside Alone” e “Sick And Tired”, fino ad arrivare al duetto con Eros Ramazzotti sulle note di “I Belong To You”. Tutti ovviamente presenti in questa raccolta che mette un punto alla sua carriera in vista di un tour che le farà portare in giro il meglio di quanto fatto. In Italia l’appuntamento è per il 20 luglio, al Lucca Summer Festival. Ci accoglie con una risata contagiosa che sprizza gioia da ogni poro anche se arriva alla fine di quella dovrebbe essere una estenuante giornata di incontri promozionali. “Sono sempre felice quando si tratta di fare promozione – ci dice lei – perché per me è l’occasione per esprimere i sentimenti che nutro sui progetti che mi coinvolgono in quel momento. Mi dà energia, perché ho sempre grossa passione riguardo quello che sto facendo”.

Molti artisti dopo un po’ di anni di carriera vivono la promozione come un peso, si annoiano…
Per quanto mi riguarda credo che anche le sfide che ho dovuto affrontare riguardo la mia salute mi abbiano reso ancora più grata anche solo per la possibilità di fare una promozione. Cosa sarebbe accaduto se non avessi potuto farla? Ogni volta potrebbe essere l’ultima e capisco l’importanza di poter esprimere direttamente a qualcuno quello che penso invece di scrivere un messaggio che poi qualcun altro leggerà…”.

E quali sono i tuoi sentimenti di fronte a un album che racchiude 15 anni di carriera?
Sono molto orgogliosa. Ed eccitata per il prossimo, l’idea di fare tante di queste canzoni tutte in una volta è elettrizzante. Sarà un tour per me speciale perché so che mi troverò di fronte un pubblico in qualche modo nuovo, ci saranno molti di quelli che all’epoca erano troppo giovani per venire a vedermi. Avevano magari all’epoca 10 anni e adesso verranno guidando la loro macchina e pagando con i loro soldi. E’ bellissimo ed è come se avessi una seconda occasione con un pubblico nuovo.

Come mai hai scelto di reinterpretare “Army Of Me” di Christina Aguilera?
In realtà non l’ho scelta dopo averla sentita da Christina ma attraverso l’autore del brano. Quando l’ho sentita ho voluto immediatamente fare e sono andata in studio. All’inizio ho anche avuto qualche difficoltà a entrare nel pezzo e ho dovuto abbassare la tonalità ed è venuta perfettamente. E solo in quel momento, a cose fatte, ho scoperto che l’aveva cantata l’Aguilera!

E cosa hai fatto?
Ho voluto subito sentire la sua versione e mi sono resa conto che non sembrava nemmeno la stessa canzone. Sono rimasta scioccata! Voglio dire: era lo stesso brano ma abbiamo dato due versioni completamente diverse. Capisco la sua interpretazione, cosa ha sentito nel pezzo, e mi piace molto. Ma è una cosa diversa.

Nell’altro inedito, “Take This Chance” tornano temi per te ricorrenti...
Negli ultimi anni le cose che ho scritto hanno messo in mostra lati più sensibili e vulnerabili di me. Credo sia importante di ricordare alla gente che non c’è nulla di male a mostrarsi vulnerabili e cogliere le proprie occasioni. E non avvolgersi in un bozzolo terrorizzati dalle cose.

Quando 15 anni fa sei improvvisamente diventata popolare, come ti figuravi il tuo futuro?
Non sapevo nemmeno se avrei avuto un futuro come cantante. Quando hai un contratto discografico tutto cambia. Il mio avvocato continuava a ripetermi: “Da ora nulla sarà più lo stesso” e io rispondevo “ok”, per quanto non avessi idea di cosa intendesse. Credo che loro sapessero che avevo il potenziale per diventare una stella internazionale e io non mi capacitavo.

Pensavi di non essere all’altezza delle aspettative?
Semplicemente mi ero battuta allo stremo per entrare nel music business ma l’ultima cosa che pensavo è che ce l’avrei fatta. Solo perché registri un disco non significa che la gente lo comprerà. E anche una volta che lo ha comprato… lo ascolterà? Sono stata travolta da tutto questo e dopo il terzo album ho pensato… “ok, forse è il caso che mi prenda una pausa”.

Poi è arrivata la malattia…
Quando mi sono dovuta fermare per il cancro mi sono sentita così in colpa che ho dovuto immediatamente tornare al lavoro, non volevo più perdere tempo. Era una sorta di circolo vizioso: ogni volta che volevo prendermi un po’ di tempo arrivava la malattia. Non è stato facile provare a tenere una carriera stabile e di successo stando male tutto il tempo.

Tanto nei momenti belli che in quelli difficili, i tuoi fan sono sempre stati particolarmente calorosi. E’ cambiato il tuo rapporto con loro in quest’epoca di social?
Mi sarebbe piaciuto entrare in questo mondo prima ma ero spaventatissima da tutto ciò che riguarda computer e internet. Non avevo profili ufficiali e cose del genere. Da qualche tempo ci sono entrata e… lo trovo molto divertente. Certo, non tutto è positivo ma sono le opinioni di chi scrive. Mi prendo la positività che può arrivare da questi. Non ho tempo da perdere con le cose negative.