Incidente hot a Bring the Noise, momento piccante della Bonas di Avanti un Altro

8_20170517070746La nuova bonas di “Avanti un altro” ha dato il meglio di sé nella seconda puntata di “Bring the noise”. L’incidente hot di Laura Cremaschi è avvenuto nel gioco della sedia: la showgirl e Katia Follesa dovevano girare su questa poltrona e poi lanciarsi per indovinare la canzone. Proprio in quel momento, la Bonas, stordita anche dal disorientamento, ha mostrato un po’ troppo al pubblico da casa che subito ha fatto ironia.

La bollente nostalgia di Justine Mattera

“L’estate sta finendo e un anno se ne va…”. Chi di non non intona la famosa canzone dei Righeira al ritorno dalle vacanze? Anche se c’è ancora tutto settembre, con agosto si concludono tradizionalmente le ferie italiane.
I bambini si preparano per la scuola, i grandi rientrano al lavoro e Justin Mattera saluta la Puglia per tornare a Milano.

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Sui suoi profili social la showgirl scrive frasi nostalgiche come “Summertime sadness” a corredo delle sue foto. Ma non pensate a scatti tristi e cupi perché le immagini di Justine Mattera sono più bollenti che mai.
L’americana prima seduce con un bikini hot e molto minimal tutto lacci di Cheeky Pay che mostra un underboob infuocato e poi colpisce con una proposta ipercolorata di Belaflor. Lo scollo è talmente profondo che qui è il sideboob ad essere garantito.
Insomma le temperature staranno anche calando ma Justin Mattera è sempre caldissima.

Checco Zalone, folla in delirio al Salone del libro di Torino

Folla in delirio al Salone del Libro di Torino per Checco Zalone. “Il comico è un lavoro umile, ma come potrò esserlo da ora in poi?” ha scherzato tra le risate del pubblico, che ha atteso due ore per entrare in Sala Gialla. Durante l’intervento ha parlato dei suoi sogni e non si sottratto alla richiesta di cantare: “E’ la canzone del mio primo film, che piace tanto ai bambini. E quando piacciono ai bambini sono contento”.

Checco Zalone al Salone Internazionale del Libro di Torino

Con lui sul palco dell’evento “L’Italia vista dalla Puglia” anche Pietro Valsecchi, produttore dei suoi film super campioni di incasso, che ha ricordato: “Quando abbiamo iniziato era complicato, abbiamo avuto molti no, ma io sono caparbio. Con i 4 film siamo arrivati a oltre 200 milioni. Grazie a lui il cinema italiano è risorto”.
Zalone ha poi raccontato i primi passi nel mondo dello spettacolo, quando andava allo Zelig di Milano: “A Milano il pubblico è più abituato al cabaret. Se non fossi andato al nord non avrei avuto successo, non per sacrificare la Puglia ma è la verità”. Finora ha sfornato un successo ogni due anni, ma sul prossimo progetto ha frenato “no, me la tiro… fra tre anni, non sono Totò”. Diversa invece l’opinione di Valsecchi che ha annunciato “forse a Natale, forse il 1 gennaio”.

Baby K: “Il rap è come un grosso ombrello, cʼè spazio per tutti…”

Non vuole essere definita solo una “rapper”, perché non vuole porsi barriere e limiti. A Baby K interessa fare musica che la convinca e la rappresenti. Ed è così che è nata la sua collaborazione stellare con Major Lazer, il progetto musicale di Diplo, Walshy Fire & Jillionaire. Dopo i sette platini di Roma-Bangkok con Giusy Ferreri, tenta nuovamente la scalata con la versione italiana di “Light It Up”, “Ora che non c’è nessuno”.

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La canzone è già in radio da due settimane ed è contenuta nella versione made in Italy del nuovo disco di Major Lazer (in uscita il prossimo 6 maggio). “Sono sempre stata fan dei Major Lazer, ma soprattutto di Diplo, che ho conosciuto nel 2008 in un backstage”, racconta a Tgcom24 la cantante 33enne, nata a Singapore da genitori italiani, cresciuta a Londra e considerata una delle artiste più internazionali del momento.
Come è nata la tua collaborazione con un mostro sacro come Major Lazer?
In occasione del lancio sul mercato italiano di “Peace Is the Mission”, Diplo ha deciso di fare un remix di “Light It Up”, e gli è stato proposto il mio nome. Lui si è documentato e ha visto che i nostri mondi musicali erano molto consoni e mi ha chiamato. Mi ha mandato solo la base senza la voce… un grande onore e una grande responsabilità. Io mi sono sbizzarrita e ho riscritto la canzone dall’inizio, gliel’ho mandata e a lui è andata bene subito.
Una grande soddisfazione per te!
Grandissima, mi sento onorata di questa collaborazione e ancora di più dopo che Diplo stesso si è complimentato con me, quando ha visto che in Francia, per un certo periodo, Roma-Bangkok era qualche gradino sopra “Light it up”. Per me lavorare con un progetto così internazionale come Major Laser è un grandissimo traguardo, ma lo è anche per la musica italiana…
Perché?
Io credo che la musica italiana abbia bisogno di essere svecchiata. Per quanto mi riguarda non mi interessa bissare il successo di Roma-Bangkok, quello che voglio è fare musica che mi piace e che mi appartiene scostandomi dalle etichette. Quindi non vorrei essere considerata solo una rapper, è una definizione che mi sta stretta. Mi sento molto più pop, ma nel senso internazionale del termine. All’estero il rap è pop. E io voglio poter rappare se mi sento di rappare, ma di fare anche altro, di provare sonorità nuove, di miscelare stili. Proprio come ho fatto in questo remix italiano di ‘Light It Up’. Il mio intento è svecchiare il pop italiano, non è un percorso facile perché l’Italia è un paese tradizionalista e vecchio, però ad esempio, “Roma-Bangkok”, si discostava un po’ da tutto, sia dal rap puro, sia dal pop classico e ha funzionato e quindi perché non continuare su questa strada?
Hai detto che hai riscritto completamente il testo di “Light It Up”. Di cosa parla “Ora che non c’è nessuno”?
Racconta la storia di un ragazzo che conosce una ragazza in discoteca e la porta a ballare. Una storia semplice, simpatica, che si adatta a un sound dance. E quando sono in discoteca lei vorrebbe solo baciarlo e fare come se non ci fosse nessuno intorno. Nessuna filosofia, un testo divertente, adatto ad una musica da ballare.”Ti conoscono tutti al contrario di me, quanta gente stasera ti vorrebbe per sé. Fingiamo che non c’è nessuno e non mi sentirò piccola, ti rubo un bacio se non c’è nessuno, solo se non c’è nessuno”, canta infatti Baby K in una strofa della canzone.
Qual è stata la reazione dei tuoi colleghi rapper?
Hanno reagito bene e si sono complimentati con me soprattutto deejay e produttori e tutti quelli che amano la musica come passione a 360°, quelli che ascoltano più generi e che sono più internazionali.
E il mondo del rap cosa pensa di te e tu cosa pensi dei rapper italiani?
Sono dell’opinione che l’hip hop sia come un grande ombrello con diverse ramificazioni c’è spazio per tutti, Fedez fa un tipo di rap, Marracash ne fa un altro, io un altro ancora e così via, senza inutili polemiche tra artisti, come spesso succede. Io sto facendo una cosa più mia. Il bello è proprio questo e non c’è motivo di far nascere faide e malumori tra rapper. Voglio continuare ad essere libera da schemi e da definizioni, che ti rinchiudono in categorie. Io azzardo, e mi piace farlo.
Com’è essere donna in un mondo, quello dell’hip hop soprattutto, prettamente maschile?
All’inizio suscito curiosità, ma poi il pregiudizio e l’atteggiamento prevenuto di chi ha avuto a che fare con me musicalmente ha prevalso. E’ stato ed è sempre molto difficile in Italia farsi accettare, da donna devo sempre fare uno sforzo in più per convincere di quanto so fare e di quanto valgo. All’estero conta la musica. In Italia c’è molto più salotto.

Lo zio querela la Bertè: mi diffama voglio un milione di euro

L’ex regina della canzone italiana, Loredana Bertè, in tribunale a Padova per una querela dello zio: galeotto è il  suo libro autobiografico “Traslocando” nel quale parlo del fratello di sua madre come di  «un poco di buono», uno «che entrava e usciva di galera».

GN4_DAT_3545388.jpg--E così lui, zio Rodolfo Dato, 76 anni, ha depositato in procura a Padova la querela per diffamazione che riguarderebbe anche la memoria della nonna di Loredana  (deceduta 58 anni fa) anche lei citata nella frase incriminata: «Mia nonna aveva un sacco di galline e sapeva come difendersi dallo zio Rodolfo. Sotto la gonna aveva cucito delle tasche interne, piangeva miseria ma a sera quando si spogliava dal nascondiglio uscivano i risparmi, rotoli di denaro che rivelavano ricchezze inaspettate. Viveva tra il pollaio e l’uscio della stamberga». Lo zio o e la Berté non si parlerebbero da 20 anni: lui  ha intenzione di portare avanti la causa penale e di chiedere 500 mila euro alla nipote e 500 mila euro alla casa editrice Rizzoli che stampa a Padova.

C’è Sanremo? Penelope Cruz canta in italiano

“Dimmi ca mi vuoi bene, come io voglio bene a te!“. Strano effetto ascoltare la famosa frase della canzone di Modugno canticchiata da una sensuale Penelope Cruz.

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La voce è calda e suadente e la “S” scandita tradisce la cadenza spagnola rendendo questa versione originale ed accattivante.“Dimmi ca mi vuoi bene, come io voglio bene a te!“. Strano effetto ascoltare la famosa frase della canzone di Modugno canticchiata da una sensuale Penelope Cruz. La voce è calda e suadente e la “S” scandita tradisce la cadenza spagnola rendendo questa versione originale ed accattivante.

Anastacia, 15 anni di successi: “Ho lottato per mantenere vivo il mio sogno”

È uscito “Ultime Collection”, un album che raccoglie i più grandi successi di 15 anni di carriera di Anastacia con l’aggiunta di due brani inediti: “Army Of Me”, cover della canzone di Christina Aguilera, e “Take This Chance”. “Sono orgogliosa della mia carriera – dice lei a Tgcom24 -. All’inizio sembrava un sogno, poi ho dovuto lottare per mantenerla nonostate la malattia. Ora voglio solo positività”.

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E di cose negative Anastacia ne ha dovute affrontare non poche, come il cancro al seno che due volte, nel 2003 e poi 2013, l’ha colpita. Lei, piccola donna di Chicago dalla grande voce soul, è arrivata prepotentemente alla ribalta nel 1998 con “I’m Outta Love”. Poi sono arrivati successi uno dietro l’altro, come “Paid My Dues”, “Left Outside Alone” e “Sick And Tired”, fino ad arrivare al duetto con Eros Ramazzotti sulle note di “I Belong To You”. Tutti ovviamente presenti in questa raccolta che mette un punto alla sua carriera in vista di un tour che le farà portare in giro il meglio di quanto fatto. In Italia l’appuntamento è per il 20 luglio, al Lucca Summer Festival. Ci accoglie con una risata contagiosa che sprizza gioia da ogni poro anche se arriva alla fine di quella dovrebbe essere una estenuante giornata di incontri promozionali. “Sono sempre felice quando si tratta di fare promozione – ci dice lei – perché per me è l’occasione per esprimere i sentimenti che nutro sui progetti che mi coinvolgono in quel momento. Mi dà energia, perché ho sempre grossa passione riguardo quello che sto facendo”.

Molti artisti dopo un po’ di anni di carriera vivono la promozione come un peso, si annoiano…
Per quanto mi riguarda credo che anche le sfide che ho dovuto affrontare riguardo la mia salute mi abbiano reso ancora più grata anche solo per la possibilità di fare una promozione. Cosa sarebbe accaduto se non avessi potuto farla? Ogni volta potrebbe essere l’ultima e capisco l’importanza di poter esprimere direttamente a qualcuno quello che penso invece di scrivere un messaggio che poi qualcun altro leggerà…”.

E quali sono i tuoi sentimenti di fronte a un album che racchiude 15 anni di carriera?
Sono molto orgogliosa. Ed eccitata per il prossimo, l’idea di fare tante di queste canzoni tutte in una volta è elettrizzante. Sarà un tour per me speciale perché so che mi troverò di fronte un pubblico in qualche modo nuovo, ci saranno molti di quelli che all’epoca erano troppo giovani per venire a vedermi. Avevano magari all’epoca 10 anni e adesso verranno guidando la loro macchina e pagando con i loro soldi. E’ bellissimo ed è come se avessi una seconda occasione con un pubblico nuovo.

Come mai hai scelto di reinterpretare “Army Of Me” di Christina Aguilera?
In realtà non l’ho scelta dopo averla sentita da Christina ma attraverso l’autore del brano. Quando l’ho sentita ho voluto immediatamente fare e sono andata in studio. All’inizio ho anche avuto qualche difficoltà a entrare nel pezzo e ho dovuto abbassare la tonalità ed è venuta perfettamente. E solo in quel momento, a cose fatte, ho scoperto che l’aveva cantata l’Aguilera!

E cosa hai fatto?
Ho voluto subito sentire la sua versione e mi sono resa conto che non sembrava nemmeno la stessa canzone. Sono rimasta scioccata! Voglio dire: era lo stesso brano ma abbiamo dato due versioni completamente diverse. Capisco la sua interpretazione, cosa ha sentito nel pezzo, e mi piace molto. Ma è una cosa diversa.

Nell’altro inedito, “Take This Chance” tornano temi per te ricorrenti...
Negli ultimi anni le cose che ho scritto hanno messo in mostra lati più sensibili e vulnerabili di me. Credo sia importante di ricordare alla gente che non c’è nulla di male a mostrarsi vulnerabili e cogliere le proprie occasioni. E non avvolgersi in un bozzolo terrorizzati dalle cose.

Quando 15 anni fa sei improvvisamente diventata popolare, come ti figuravi il tuo futuro?
Non sapevo nemmeno se avrei avuto un futuro come cantante. Quando hai un contratto discografico tutto cambia. Il mio avvocato continuava a ripetermi: “Da ora nulla sarà più lo stesso” e io rispondevo “ok”, per quanto non avessi idea di cosa intendesse. Credo che loro sapessero che avevo il potenziale per diventare una stella internazionale e io non mi capacitavo.

Pensavi di non essere all’altezza delle aspettative?
Semplicemente mi ero battuta allo stremo per entrare nel music business ma l’ultima cosa che pensavo è che ce l’avrei fatta. Solo perché registri un disco non significa che la gente lo comprerà. E anche una volta che lo ha comprato… lo ascolterà? Sono stata travolta da tutto questo e dopo il terzo album ho pensato… “ok, forse è il caso che mi prenda una pausa”.

Poi è arrivata la malattia…
Quando mi sono dovuta fermare per il cancro mi sono sentita così in colpa che ho dovuto immediatamente tornare al lavoro, non volevo più perdere tempo. Era una sorta di circolo vizioso: ogni volta che volevo prendermi un po’ di tempo arrivava la malattia. Non è stato facile provare a tenere una carriera stabile e di successo stando male tutto il tempo.

Tanto nei momenti belli che in quelli difficili, i tuoi fan sono sempre stati particolarmente calorosi. E’ cambiato il tuo rapporto con loro in quest’epoca di social?
Mi sarebbe piaciuto entrare in questo mondo prima ma ero spaventatissima da tutto ciò che riguarda computer e internet. Non avevo profili ufficiali e cose del genere. Da qualche tempo ci sono entrata e… lo trovo molto divertente. Certo, non tutto è positivo ma sono le opinioni di chi scrive. Mi prendo la positività che può arrivare da questi. Non ho tempo da perdere con le cose negative.

Addio a Giorgio Consolini Cantore di ‘Tutte le mamme’

Bologna, Giorgio Consolini ,canzoneL’artista si è spento all’ospedale Maggiore di Bologna, dove era ricoverato da circa un paio di settimane. Il prossimo 28 agosto avrebbe compiuto 92 anni. Tra i suoi successi: ‘Usignolo’, ‘Vecchio scarpone’, ‘Il mare’ e ‘Luna rossa’. Cantò anche con Nilla Pizzi, Sergio Bruni e Carla Boni. Nel ’97 fu nominato Grand’Ufficiale della Repubblica da Oscar Luigi Scalfaro
Con Giorgio Consolini la canzone italiana perde una delle sue icone. Diventato famoso con ‘Tutte le mamme’, canzone con cui vinse il festival di Sanremo nel ’54 in coppia con Gino Latilla, tra i suoi tanti successi ‘evergreen’ vanno ricordate anche altre canzoni come: ‘Usignolo’, che cantò con Claudio Villa, ‘Vecchio scarpone’, terza classificata al festival nel ’53, ‘Il mare’, cantata in coppia con Sergio Bruni. Ed ancora, ‘Luna rossa’, che interpretò per la prima volta nel 1950 al festival di Piedigrotta e che fu poi riproposta da tanti altri artisti.

Consolini, nato a Bologna nel 1920, è morto all’ospedale Maggiore di Bologna, nel reparto di Medicina, dove era ricoverato da circa un paio di settimane. Avrebbe compiuto 92 anni il 28 agosto. Lascia la moglie, Lina Zanoli, con la quale due anni fa aveva festeggiato le ‘nozze di diamante’, e i figli Marco, ex campione di tennis, e Stefano, cantante lirico. Poco tempo fa la sua ultima apparizione televisiva, nel programma di Rai1 ‘I migliori anni’ condotto da Carlo Conti.

Il cantante ha girato, in tournee, tutti i continenti, spesso assieme ad altri artisti come Nilla Pizzi, Gino Latilla e Carla Boni, portando le note della canzone italiana soprattutto alle comunità dei nostri connazionali all’estero.

Per i suoi 80 anni, quando celebrò anche le nozze d’oro con la signora Lina, Consolini ricevette un telegramma di congratulazioni dell’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con ”gli auguri più fervidi e cari per tanti anni ancora di operosa attività artistica”. Nel ’97, un altro Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, lo aveva nominato Grand’Ufficiale della Repubblica. Pure la sua Bologna lo aveva festeggiato, attribuendogli il 12 maggio 2001 la ‘Turrita d’argento’, un riconoscimento assegnato tra gli altri a Rita Levi Montalcini e Marcello Mastroianni e che l’allora sindaco, Giorgio Guazzaloca, consegnò a lui e alla soprano Gigliola Frazzoni. Tra i tanti premi ricevuti nel corso di una lunghissima carriera, anche un Disco d’oro e l’Oscar della musica a Parigi, insieme a Edith Piaf e Charles Trenet.