Tiziana Cantone, chiesto giudizio immediato per il fidanzato: ma accuse anche per lei

La procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Sergio Di Palo, il fidanzato di Tiziana Cantone, morta suicida in seguito alla diffusione dei video hard. Le ipotesi di reato sono di calunnia e falsa denuncia. Reati ipotizzati in concorso con la Cantone che si riferiscono in particolare alle accuse rivelatesi infondate nei confronti di cinque persone che erano state indicate dagli stessi fidanzati come responsabili della diffusione in rete dei video e la falsa denuncia di smarrimento dell’iPhone.

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Denuncia presentata alla polizia dalla Cantone allo scopo, secondo gli inquirenti, di impedire che si accertasse che l’invio dei video ad una chat privata fosse stata effettuata dallo stesso telefonino. Sulla richiesta di giudizio immediato dovrà pronunciarsi il gip al quale sono stati trasmessi oggi gli atti. Le accuse, contestate dal pm Alessandro Milita, a conclusione dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, si riferiscono ai presunti illeciti relativi alla diffusione in rete dei video. Inchiesta condotta dalla procura di Napoli mentre la procura di Napoli Nord sta conducendo l’indagine per presunta istigazione al suicidio.

Fa sesso con una donna conosciuta su Tinder: ma ​lei non gli dice la verità. E lui la denuncia

Conosce una ragazza su Tinder e ci fa sesso, poi scopre di avere l’herpes genitale e la denuncia.
Un uomo originario di Las Vegas ha prima fatto sesso non sicuro con una donna conosciuta grazie all’app di incontri e poi ha voluto denunciarla ritenendola colpevole della sua malattia.

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La donna gli avrebbe detto di aver avuto molti partner sessuali conosciuti in Rete, ma dopo aver appreso l’uomo era particolarmente preoccupato per le malattie sessualmente trasmissibili, gli ha assicurato di aver sempre utilizzato una protezione. I due hanno fatto sesso non protetto, ma pochi mesi dopo la donna ha chiamato il ragazzo rivelandole che aveva scoperto di avere l’herpes genitale, contratto dall’ex marito circa 20 anni fa. Di tutta risposta il ragazzo l’ha denunciata e ha chiesto un risarcimento morale di 10 mila dollari.

Claudia Galanti e Tommaso Buti di nuovo insieme: “Riuniti da una denuncia a Cavalli”

Sembra che una denuncia abbia improvvisamente riunito la coppia formata da Claudia Galanti e Tommaso Buti.

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Dopo aver lasciato il suo ex compagno, Arnaud Mimmran, l’ex isolana aveva trovato l’amore col playboy Buti, per poi mettere fine alla relazione con la fine della bella stagione. Ora, complice una visita comune dall’avvocato per una denuncia contro Roberto Cavalli, sembra che i due siano tornati insieme: “Claudia Galanti e Tommaso Buti – fa sapere “Chi” – si sono ritrovati dall’avvocato, dopo due mesi di separazione, per firmare una denuncia congiunta nei confronti dello stilista Roberto Cavalli, che Io scorso fine agosto li aveva offesi pesantemente su Instagram. Dopo aver deposto le firme, la Galanti e Buti sono usciti dallo studio legale mano nella mano. Potere della giustizia”.

La modella pentita denuncia in lacrime: “Ecco la mia falsa vita su Instagram”

Sempre più speso, modelle o presunte tali riescono a guadagnare grazie al loro seguito sui social network.

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E’ il caso di Essena O’Neill, una vera e propria star su Instagram grazie alle sue foto, che colleziona un numero davvero considerevole di followers. Ma pochi giorni fa la ragazza ha deciso di cambiare radicalmente la sua vita e ha voluto lanciare una vera e propria critica al sistema dei social media, cancellando la bellezza di 2.000 foto e rinominando il suo account “Social Media Is Not Real Life” (I Social Media non sono la vita reale).”I social media possono influenzare in modo molto negativo la nostra vita, ma ormai ne siamo talmente assuefatti che non ce ne accorgiamo”, ha raccontato Essena – Qualcuno potrebbe inventare un social media che non sia basato su criteri di approvazione come visualizzazioni/follower/like ma che permetta di condividere valori veri e amore? Per favore sbrigatevi”.

“Sei sposata? Hai figli? Se non rispondi il colloquio finisce qui”. Il post di Paola scatena il web

Il curriculum? Non conta. Troppo spesso quel che conta davvero, se sei una ragazza di 28 anni che sta cercando un lavoro, è se tu sia sposata o abbia figli.
E’ la denuncia (diventata virale) di Paola Filippini, aspirante fotografa che nel frattempo cerca un impiego come hostess in alloggi turistici.

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E davanti all’ennesimo datore di lavoro che prima di ogni altra cosa le ha chiesto di definire il suo “stato civile” ha rifiutato di rispondere, venendo quindi messa alla porta senza tante cordialità. Paola però si è sfogata sul suo profilo Facebook, raccontando il colloquio per filo e per segno in un post che è stato condiviso 33mila volte. «Posso non rispondere?», aveva chiesto Paola al datore di lavoro. Lui, il signor M.M., ha risposto con un semplice «Certo. Allora ti puoi anche accomodare fuori, per me il colloquio finisce qui». Alla richiesta di spiegazioni della ragazza, l’uomo ha rincarato la dose: «Devo sapere se sei sposata e se hai figli, perché questo determina la tua disponibilità lavorativa». «E’ offensivo, è bruttissimo, è una VIOLENZA – scrive Paola su Facebook – Perchè non importa se hai studiato, se hai lavorato tanti anni, se hai fatto gavetta, se hai un bel Cv. Importa se hai figli. Perché se li hai, è meglio che tu stia a casa ad allattarli (…) Le donne devono sapere che non si devono mai abbassare a queste offese e gli uomini devono sapere che esistono tanti uomini di merda a questo mondo. Proprio ieri ne parlavo con alcuni colleghi, fatalità oggi mi è successo, di nuovo. Ho perso la possibilità di un lavoro, ma non mi importa niente. Ho salvato la mia dignità, ho mantenuto la mia privacy. La condizione della donna al giorno d’oggi è ancora molto difficile».