Asia Nuccetelli e i presunti “ritocchini”: “Ho lavorato sul mio aspetto fisico, ora mi sento bella”

ROMA – Asia Nuccetelli torna a far parlare di sé. Dopo la bufera social che l’ha travolta per gli interventi estetici ai quali si sarebbe sottoposta, la figlia di Antonella Mosetti ha risposto alle critiche in un’intervista a Gente, nella quale rivela: “Oggi sono una giovane donna nuova, fuori e dentro. Ho lavorato su me stessa e il mio aspetto fisico: ora sono finalmente sicura. E mi sento bella”.

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Come riporta il sito ilGiornale, l’ex concorrente del Grande Fratello Vip nell’intervista ha parlato a cuore aperto anche di un dramma con cui ha convissuto durante l’infanzia: “Da piccolina sono stata tanto tempo in ospedale. Soffrivo di epilessia. Non potevo stare in ambienti con luci sparate, psichedeliche, con rumori forti, dovevo guardare la tv con occhialini dalle lenti blu. Ero monitorata costantemente e prendevo 100 gocce al mattino e 100 la sera per evitare attacchi epilettici”.
Poi il lieto fine: “A 12 anni, all’improvviso, da una Tac è emerso che ero guarita. Se Dio mi ha salvato da quel male vuol dire che, nella vita, mi ha destinato a qualcosa di bello”.

“La bellezza mi impedisce di avere un uomo e delle amiche”, giovane mamma racconta il suo dramma

“Troppo bella per riuscire a trovare un fidanzato”. Questo è il ‘dramma’ di Cherelle Neille, 26, di Manchester, che sostiene che il suo bel viso e il corpo scolpito sono in realtà un problema per riuscire a trovare l’anima gemella, visto che tutti i ragazzi sono solo interessati al suo aspetto esteriore.

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La maggior parte degli uomini approccia a lei con pregiudizi, sostenendo che non abbia personalià. Cherelle è una mamma single e aspirante attrice che da tempo è alla ricerca di un uomo che possa essere il suo compagno di vita: «il mio aspetto fisico», afferma la donna al Sun, «trasmette agli uomini un’idea sbagliata di me e crea molti pregiudizi». I ragazzi che ha frequentato recentemente si sono solo preoccupati di mostrarla agli amici, come se fosse un trofeo: «Quando parlo non mi ascoltano, vogliono solo guardarmi, portarmi a letto ed esibirmi», ha ribadito amareggiata. La situazione non è migliore con le donne, cosa che le rende difficile anche farsi delle amiche: «Le ragazze sono gelose, mi escludono e tutte mi vedono come una potenziale rivale, qualcuna che potrebbe sottrarle dalle attenzioni del loro uomo».

Il dramma di Alba Parietti: “Ho avuto il cancro…”. Il post choc

A pochi giorni dalla puntata di Report sui vaccini contro il papilloma virus, in un post su Facebook Alba Parietti racconta il suo dramma: “Anch’io ho avuto il cancro”. Ecco il suo racconto: “Nell’estate 1997 a 36 anni a causa del papilloma virus, venni sottoposta d’urgenza, a un’operazione chirurgica che ,grazie alla prevenzione e allo scrupolo del mio ginecologo si rivelò risolutiva.

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Il papilloma mi aveva causato una neoplasia grave, tradotto in termini semplici: un cancro maligno al collo dell’utero, che senza la prevenzione mi avrebbe certamente portato a gravissime conseguenze. Se non alla morte in altri tempi”.
E continua: “Tutto era dovuto alla degenerazione del papilloma e trascuratezza da parte di medici poco capaci di fare diagnosi precoci. Pap test, colposcopia e biopsia che mi permise di prendere atto della mia grave patologia. Il papilloma non porta sempre al cancro, intendiamoci, ma può degenerare, va tenuto sotto controllo, se contratto . La vaccinazione è importante a mio avviso”. Per Alba fortunatamente c’è stato un lieto fine. “La mia storia è stata fortunata e io ho vissuto serena , ho avuto una vita assolutamente felice e normalissima, non bisogna avere paura di sapere, si combatte il nemico se lo si riconosce. Dopo l’intervento, tutto bene e senza conseguenze, festeggiai con le amiche che mi avevano accompagnato supportato, uscii senza nemmeno terapie successive di chemio o radio, ma dovetti fare solo un secondo intervento anni dopo che ha risolto definitivamente il problema. Senza menomazioni o traumi. Prevenire il peggio. La medicina e la ricerca ha fatto progressi. La prevenzione salva la vita. Le vaccinazioni pure. Progrediamo anche noi”.

Il dramma della ‘bambina farfalla’ con la pelle fragilissima: “Non posso nemmeno mangiare”

Non può mangiare, non può abbracciare nessuno, qualunque movimento brusco le causa dolorose e pericolose lacerazioni della pelle. Questa è la condizione in cui è costretta a vivere Madisyn Yuhas, 18enne di Madyson, in Pennsylvania, che ha deciso di mostrare le foto della sua malattia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

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Le immagini che mostra la ragazza sono molto forti: la sua pelle è coperta di vesciche e fasciata dalle bende a causa delle continue lacerazioni. Madisyn si alimenta con un tubo, visto che la masticazione le crea dolorose ferite in bocca. La patologia della ragazza è detta dei “bambini farfalla”, proprio perché chi ne soffre ha la stessa fragilità. Ogni minimo urto le può lesionare la pelle, ogni lesione può dare vita a delle infezioni potenzialmente mortali, come racconta la 18enne a Metro. A causa della sua malattia è gravemente in sottopeso e quando non riesce ad alimentarsi a sufficienza è costretta a dei ricoveri in ospedale per farsi delle flebo. La malattia di Madisyn colpisce una persona su 20 mila al mondo e purtroppo non esiste ancora una cura, né rimedi efficaci per lenirne i sintomi.

Belen si confessa: “Da un anno sono in terapia”. Ecco il suo dramma

Belen ammette di andare in psicoterapia ormai da un anno. La showgirl argentina si è messa a nudo su Sette, l’allegato del Corriere della Sera, dove ha ricordato un episodio traumatico della sua adolescenza.

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«Da un anno vado dalla psicoanalista alla ricerca della bambina che non è mai stata e per dimenticare quella pistola che mi puntarono alla testa», ha confessato, «Dovevi prestare attenzione quando uscivi per strada – spiega Belen Rodriguez a Sette – non potevi tornare a casa da sola. Una volta, erano le nove di sera, stavo rientrando in macchina con una persona, quando ci ha fermato un uomo con un passamontagna e una pistola in mano. Sono stata presa per i capelli, tirata fuori dall’ auto e buttata per terra. Poi sono arrivati altri tre uomini armati che ci hanno portato dentro casa e hanno rinchiuso tutta la mia famiglia in bagno. Hanno svaligiato la nostra abitazione senza pietà, si sono portati via la vita di una famiglia, l’hanno distrutta. Il giorno dopo, quando ci siamo liberati e abbiamo dato la notizia, mio nonno paterno è morto d’infarto. Da quel momento per me è stato un inferno, non volevo stare a casa da sola, avevo paura di essere ammazzata, ero una ragazzina adolescente che aveva visto la morte in faccia». Nell’intervista ha poi ammesso di essere in terapia da uno psichiatra e alla fine ha parlato anche di don Roberto Cavazza, il sacerdote conivolto negli scandali a sfondo sessuale con don Andrea Contin: ”Lui mi è piaciuto tanto, un prete così moderno, pure un bell’uomo, simpatico”.

“Temiamo possa morire”, il dramma dei genitori del bimbo che a 10 anni pesa oltre 190 chili

Arya Permana è considerato uno dei bambini più obesi del mondo: ha soltanto 10 anni e pesa la bellezza di 192 chili. Un record negativo che preoccupa non poco i suoi genitori che, da qualche tempo, hanno paura che il loro figliolo possa morire a causa del suo peso eccessivo. La famiglia, originaria di un remoto villaggio chiamato Cipurwasari, in Indonesia, è entrata prestissimo nel guinness: Arya mangia per cinque volte al giorno una quantità di cibo che sarebbe capace di sfamare due adulti.

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Riso, pesce, carne di manzo, zuppe di verdure e, per concludere il ricco menù, un tortino di soia tradizionale del luogo. Ma questo regime alimentare gli provoca non pochi problemi: per andare a scuola ha bisogno di una persona che lo accompagni perchè da solo non è in grado di camminare. “Mio figlio sta ingrassando ad un ritmo molto elevato e sono preoccupata per la sua salute – ha ammesso sua madre, Rokayah Somantri -. Ora gli sto dando meno cibo ma sembra non funzionare. Non conosco un altro rimedio valido, abbiamo bisogno di aiuto”.Una fame che accompagna il bimbo in ogni fase della giornata: “Lui è perennemente affamato e mangia come due uomini. Il suo peso lo fa essere sempre stanco e si lamenta che gli manca il respiro. Quando non mangia si getta nella vasca da bagno e rimane li per ore: credo che gli dia un po’ di sollievo”.  Arya avrebbe bisogno di cure costose per migliorare la sua situazione di salute: “Ci hanno detto che dovrebbe andare in una struttura specializzata – ha continuato la mamma – ma purtroppo non abbiamo i soldi per farlo curare li. Ora gli sto facendo mangiare solo riso integrale, vedremo se dimagrirà”.

Bonaccorso: “Possono pure spararmi, non ho paura”. L’ex-moglie di Schillaci si oppone allo sfratto

Lo sfratto è ormai imminente: Rita Bonaccorso, ex-moglie di Totò Schillaci, dovrà lasciare la sua casa entro il 28 aprile, quando, ricorda Barbara D’Urso, “la butteranno fuori”. La conduttrice di Domenica Live ha seguito passo passo il dramma della Bonaccorso e così racconta l’approssimarsi di quella che dovrebbe essere l’ultima puntata.

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Il condizionale però è d’obbligo in una vicenda che va avanti da anni e non senza colpi di scena.
“Uccidetemi o mandatemi in galera, ma io in strada non ci vado, aveva detto ai microfoni della trasmissione poco più di un mese fa la Bonaccorso, che ribadisce la ferma volontà di non lasciare la casa per una condanna che ritiene ingiusta. “Dovranno arrestarci tutti, possono pure spararmi, io non ho paura”, afferma in video -collegamento.
La Bonaccorso sarebbe stata condannata per pagare i creditori di una gioielliera fallita nel 1994, di cui la donna risulterebbe “socia apparente”. Un ruolo che la ha sempre negato, anche attraverso i suoi legali. A coinvolgerla, afferma, sarebbe stata quella che credeva un’amica, titolare dell’attività, cui aveva fatto da testimonial per un periodo, nel tentativo di darle una mano. Più volte l’ex-moglie di Schillaci si è dichiarata innocente ma invano.
Ad affiancarla Roberto Corsi, l’uomo che già l’aveva spalleggiata in passato, finendo perfino per darsi fuoco alle mani durante un atto dimostrativo: “Si parla di tortura, dopo venti anni di processo non si può parlare di giustizia. Faccio un appello al giudice affinchè si ravveda su questo provvedimento. Non c’è rapporto tra l’immobile e 200mila euro di debito. Si dice che non si può parlare di truffa, ma la truffa la sta subendo Rita Bonaccorso”.
Rita Bonaccorso annuncia che i suoi legali “hanno trovato dei documenti importantissimi che dichiarano la mia totale innocenza”.
“Chi è che sfugge al confronto? – commenta Corsi – Qualcuno sfugge al confronto”.
Verso la fine del collegamento, la “sorpresa” di un’irruzione di tre persone con la maglietta gialla, la “Banda Panetta”, che affiancheranno il 28 aprile la Bonaccorso per segnalare le difficoltà di molti italiani. “Le famiglie si stanno ammazzando – dicono – siamo abbandonati da tutte le istituzioni”.

Annalisa Minetti e la cecità: “Ormai per me il buio sarà totale”

“Io arriverò al buio totale ma so che gli altri continueranno a vedere la luce che ho dentro”. Annalisa Minetti ha commentato così, in studio a Domenica Live insieme alla sorella Francesca, affetta dalla stessa patologia, il dramma della sua cecità ma soprattutto il coraggio con cui ha affrontato la notizia del “buio totale” che la attende.

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E attende anche la sorella. “Tra tre anni, però – dice – si potrebbe trovare la cura per questa malattia degenerativa”.
Alla Minetti, la D’Urso ha riservato diverse sorprese familiari, dalla lettera del padre alla presenza della madre , passando per la sala cinema emozionale, novità di questa edizione della trasmissione, in cui la Minetti ha potuto ascoltare dalla voce della madre, i grandi successi della sua vita, dalla vocazione per lo spettacolo evidente già nell’infanzia fino alla partecipazione a Sanremo, dall’esibizione davanti al Papa fino ai traguardi sportivi e all’amore. Finale tra le lacrime per tutto lo studio.