Il dramma della ‘bambina farfalla’ con la pelle fragilissima: “Non posso nemmeno mangiare”

Non può mangiare, non può abbracciare nessuno, qualunque movimento brusco le causa dolorose e pericolose lacerazioni della pelle. Questa è la condizione in cui è costretta a vivere Madisyn Yuhas, 18enne di Madyson, in Pennsylvania, che ha deciso di mostrare le foto della sua malattia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

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Le immagini che mostra la ragazza sono molto forti: la sua pelle è coperta di vesciche e fasciata dalle bende a causa delle continue lacerazioni. Madisyn si alimenta con un tubo, visto che la masticazione le crea dolorose ferite in bocca. La patologia della ragazza è detta dei “bambini farfalla”, proprio perché chi ne soffre ha la stessa fragilità. Ogni minimo urto le può lesionare la pelle, ogni lesione può dare vita a delle infezioni potenzialmente mortali, come racconta la 18enne a Metro. A causa della sua malattia è gravemente in sottopeso e quando non riesce ad alimentarsi a sufficienza è costretta a dei ricoveri in ospedale per farsi delle flebo. La malattia di Madisyn colpisce una persona su 20 mila al mondo e purtroppo non esiste ancora una cura, né rimedi efficaci per lenirne i sintomi.

Anoressica, si salva dalla malattia facendo la webcam girl: “Mi ha dato fiducia”

Una webcam girl di 21 anni sostiene che spogliarsi e soddisfare le fantasie dei clienti in diretta web per otto ore al giorno le abbia salvato la vita, aiutandola a superare un disturbo alimentare.Jayme Jones ha sofferto per un anno di anoressia, passando da un peso di 70 kg a uno di soli 44 kg. Tutto ciò che ingeriva durante la sua giornata consisteva in un pomodoro e un foglio di carta per riempire lo stomaco: meno di 200 kcal.

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Nel giugno dello scorso anno, però, Jayme ha deciso di dare una svolta alla sua carriera, abbandonando il lavoro di commessa in un negozio di telefonia che le permetteva a fatica di pagare le bollette, ha acquistato una telecamera HD e grazie ad alcune conoscenze si è lanciata nel mondo delle webcam girl. Ora guadagna circa 66mila euro all’anno e riceve regolarmente preziosi regali dai suoi “ammiratori”. Tutto ciò le ha fornito una maggiore autostima, l’ha aiutata nella sua battaglia contro l’anoressia e a riacquistare peso.
L’ossessione di Jayme per il suo corpo è cominciata quando aveva 18 anni evoleva diventare una modella. “Pensavo di essere grassa, così ho iniziato a saltare i pasti e mangiare un pomodoro di tanto in tanto. Quando sentivo un vuoto allo stomaco mangiavo carta o stoffa, e quando dovevo mangiare per forza perché costretta da qualcuno avevo solo voglia di piangere e andare a vomitare”.Ma questo stile di vita ha cominciato lentamente a cambiare quando ha deciso di iniziare a mostrarsi in webcam: ha cominciato a sentirsi sexy, senza più badare al peso extra, e insieme al suo peso crescevano anche i clienti, arrivati a oltre cento al giorno. La famiglia e il fidanzato della 21enne supportano la sua scelta poiché notano in lei un grosso miglioramento, e la ragazza è consapevole che i soldi che sta guadagnando l’aiuteranno ad avere un futuro migliore in cui sogna un figlio.

“La mia gravidanza è stata un incubo”, il racconto choc di una giovane madre

Non sempre la gravidanza è un periodo bello per una futura mamma. Brittany Scala è una mamma di 26 anni e lo scorso settembre ha dato alla luce la sua prima figlia, Milena Grace. Purtoppo però non riesce a ricordare quei giorni come momenti felici a causa della depressione.

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«La maggior parte delle donne soffrono di nausea e vomito durante la gravidanza, io mi sono ammalata di depressione prenatale per nove mesi», così ha raccontato la donna al Daily Mail, spiegando cosa significa convivere con questa malattia mentre si aspetta la propria figlia.Brittany piangeva in continuazione, era sempre triste, soffriva di ansia e si sentiva terribilmente sola, nonostante la vicinanza di tutti i suoi familiari: «Ci sono stati giorni in cui deliravo così tanto che non riuscivo a camminare. Dormivo sul pavimento per ore fin quando non tornava mio marito e mi metteva a letto». Un terribile stato emotivo che ha preoccupato tutti, temendo potesse peggiorare con la nascita di Milena. Fortunatamente, però, dopo il parto tutto è tornato come prima, ma Brittany si sente in colpa nei confronti di sua figlia per essere arrivata quasi al punto di rifiutarla. Oggi la giovane mamma consiglia a chiunque dovesse percepire qualcosa che non va di rivolgersi a un medico e di non vergognarsi perché, purtroppo, la depressione pre natale è più diffusa di quanto si creda.

“Troppo grassa per fare carriera”, la modella curvy prende la sua rivincita su Instagram

«Troppo grassa per fare la modella», così le era stato detto, oggi, Iskra Lawrence, si prende la sua rivincita e lo fa con un messaggio su Instagram.  La modella, testimonial per il marchio di lingerie e costumi Aerie, linea per giovanissime di American Eagle, era stata considerata, agli esordi della sua carriera, troppo in carne dalle agenzie di moda che le avevano detto che non avrebbe mai potuto fare carriera in questo campo.

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Oggi, famosa, bella e prorompente scrive sui social a tutti coloro che avevano provato a scoraggiarla: «Vi sbagliavate, sono fiera di me stessa, sana e felice, perché ora so di valere più di una taglia». Un messaggio molto importante, soprattutto in un settore dove spesso magrezza significa malattia. Aerie ha avviato da tempo la campagna #AerieReal che usa solo foto non rtoccate. Una ribellione alla dittatura della magrezza dettata soprattutto dal fatto che si rivolge a ragazze di età compresa tra i 15 e i 21 anni.  Iskra, che ha più di un milione di fan su Instagram, ha dal canto suo ringraziato l’azienda per la fiducia e si è detta onorata di poter continuare a portare avanti il suo obiettivo.

Annalisa Minetti e la cecità: “Ormai per me il buio sarà totale”

“Io arriverò al buio totale ma so che gli altri continueranno a vedere la luce che ho dentro”. Annalisa Minetti ha commentato così, in studio a Domenica Live insieme alla sorella Francesca, affetta dalla stessa patologia, il dramma della sua cecità ma soprattutto il coraggio con cui ha affrontato la notizia del “buio totale” che la attende.

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E attende anche la sorella. “Tra tre anni, però – dice – si potrebbe trovare la cura per questa malattia degenerativa”.
Alla Minetti, la D’Urso ha riservato diverse sorprese familiari, dalla lettera del padre alla presenza della madre , passando per la sala cinema emozionale, novità di questa edizione della trasmissione, in cui la Minetti ha potuto ascoltare dalla voce della madre, i grandi successi della sua vita, dalla vocazione per lo spettacolo evidente già nell’infanzia fino alla partecipazione a Sanremo, dall’esibizione davanti al Papa fino ai traguardi sportivi e all’amore. Finale tra le lacrime per tutto lo studio.

Un tumore si porta via David Bowie. Addio all’uomo che cadde sulla Terra

David Bowie è morto nella notte “in pace” dopo una “coraggiosa lotta di 18 mesi” contro il cancro. L’annuncio è stato pubblicato sulla pagina Facebook del musicista, e la notizia è stata confermata dal figlio dell’artista, che ha chiesto il rispetto della privacy della famiglia. Solo pochi giorni fa era uscito il 28mo e ultimo disco, “Blackstar”, pubblicato l’8 gennaio in concomitanza con il 69mo compleanno del compositore britannico.

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David Bowie si è spento dopo una lunga battaglia contro la malattia, che negli ultimi anni lo aveva tenuto lontano dalle scene. L’ultima performance dal vivo risale a un concerto di beneficenza a New York nel 2006. Da allora, il silenzio era stato interrotto solo dall’uscita degli ultimi due album, “The Next Day”, pubblicato nel 2013 a 10 anni di distanza dal precedente “Reality” e appunto “Blackstar”, sette tracce accolte con favore ed entusiasmo dalla critica.
Il premier britannico David Cameron in un tweet ha scritto: “Sono cresciuto ascoltano e guardando il genio pop di David Bowie. Era un maestro nel reinventarsi e continuava ad azzeccarci. Una perdita enorme”.

A 5 anni usa un elmetto per nascondere la sua malattia: mamma insultata, ecco il motivo

Una grave malformazione le impedisce di vivere una vita normale. La piccola Jemma di 5 anni rischia la fuoriuscita del cervello dal cranio e spesso è costretta a girare con un elmetto per evitare gravi conseguenze. La piccola ha bisogno anche di tutori alle gambe e un’assistenza continua. Nonostante le gravi invalidità della piccola, la mamma, Alyssa Steele, è stata insultata per aver parcheggiato la sua auto nel posto invalidi.  «Tu non sei handicappata. Sei un misero sacco di m… Buon Natale!

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Ho riferito la tua targa allo sceriffo». Questo è stato il biglietto che la donna ha trovato sul parabrezza dopo essere tornata al parcheggio. La donna ha così deciso di denunciare alla stampa locale quanto accaduto. Parlando alla emittente locale WSB-TV, Alyssa ha detto: «E’ davvero triste che le persone possano giudicare gli altri così velocemente. La mia famiglia ed io siamo andati incontro a tantissime difficoltà. Mi sono sentita davvero ferita e mi sono domandata che cosa spinga le persone a fare cose simili. Vorrei sensibilizzare la gente e far loro capire che ci sono disabilità che non sempre sono evidenti, ma che non per questo sono meno gravi».

Morto Luca De Filippo. L’attore e regista figlio di Eduardo aveva 67 anni

​​Il figlio di Eduardo aveva 67 anni e due settimane fa era stato ricoverato per una discopatia.  Durante le visite però si era scoperto che l’attore era affetto da un male incurabile.  Non deve essere stato facile per Luca De Filippo uscire dall’ombra di un padre come Eduardo, ma nel tempo è riuscito a dimostrare di avere personalità e alte qualità proprie, pur senza mai smettere di portare avanti e riproporre il lavoro del padre, alternandolo con testi del teatro classico e contemporaneo.

20151127_111980_luca1Scomparso oggi all’età di 67 anni, dopo breve e grave malattia, aveva appena festeggiato i 60 anni in palcoscenico, essendoci salito la prima volta a sette anni, nel 1955, come Peppeniello in Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta, diretto dal padre, anche se il suo vero debutto avvenne a vent’anni, ne Il figlio di Pulcinella di Eduardo con regia di Gennaro Magliulo, usando lo pseudonimo di Luca Della Porta e iniziando una carriera lunga e intensa. Certo, con gli anni era andato, pur se un pò più in carne, sempre più assomigliando fisicamente a Eduardo, ma riusciva a mettere una sua nota nelle rivisitazioni delle commedie del padre da quando aveva fondato nel 1981 la propria compagnia teatrale, con cui scelse di confrontarsi anche con molti dei grandi maestri della storia del teatro: da Molière a Pinter, a Beckett, da Scarpetta a Pirandello. Nei personaggi Luca metteva una nota sottile in più di cattiveria, di nera ironia, rispetto a Eduardo, un disincanto più dolente che doloroso legato alla sua continua indagine sull’essenza e la solitudine dell’uomo, animale comunque sociale nel bene e nel male.  La sua fisicità si fondeva con il modo d’essere e parlare, con un coinvolgimento di tutte le articolazioni, con un ricco uso delle espressioni e gli sguardi, con la capacità asciutta di restare comunque sempre vero, e assieme mostrare un’umanità colpita dalla sorte e che non trova più pace. Nella sua carriera ha firmato anche regie liriche e partecipato a sceneggiati tv, compresi quelli di suo padre, e film, lavorando tra gli altri con la Wertmuller (una volta accanto a Sofia Loren), Squitieri, Castellitto, Muccino.  Col padre aveva lavorato dal 1969 al 1980, e poi questi, per altri due, tre anni, firmò le regie dei suoi spettacoli. «Non ho fantasmi di cui liberarmi – rispondeva a chi lo interrogava sul rapporto col padre – Con Eduardo abbiamo avuto le nostre litigate. Ma averlo avuto accanto è stato un privilegio di cui sono orgoglioso, come lo sono di appartenere a una famiglia che fa teatro da tre generazioni». Per Luca quello dell’attore era un mestiere «duro, selettivo, cattivo», ma questo non lo aveva dissuaso dall’insegnare recitazione ai «ragazzi del san Ferdinando» come li chiamava, mentre ora aveva appena accettato di dirigere la scuola dello Stabile napoletano.  È dal 2008 che era presidente della Fondazione Eduardo De Filippo, nata in seguito alla donazione del Teatro San Ferdinando alla città di Napoli da parte della famiglia De Filippo. Fondazione che persegue finalità culturali ed è attiva in ambito civile e sociale a favore di ragazzi a rischio per i quali appunto Luca si impegna, come già suo padre, promotore della legge regionale n. 41 del 1987, nota come «legge Eduardo».  Negli anni ’80 dirige e interpreta da Uomo e galantuomo a Non ti pago e Ditegli sempre di sì, ma realizza anche un’opera di Pasquale Altavilla ‘A fortuna e Pulicinella e il Don Giovanni di Molière e, nel 1990, dirige Umberto Orsini ne Il piacere dell’onestà di Pirandello, con cui poi lavorerà anche a L’arte della commedia di Eduardo. Per la regia di Armando Pugliese interpreta Ò scarfalietto, Ogni anno punto e daccapo, Questi fantasmi – che segna l’inizio della lunga collaborazione con Enrico Job – e Tartufo di Molière.  Negli anni ’90 presta nuova attenzione al teatro contemporaneo e, oltre a misurasi con autori italiani, interpreta e firma la regia di lavori che vanno da L’amante di Harold Pinter a Il suicida di Nicolaj Erdman e Aspettando Godot di Samuel Beckett. Nel 2002-03 interpreta La palla al piede di Georges Feydeau, regia di Armando Pugliese, con Gianfelice Imparato e Carolina Rosi, con la quale cura traduzione e adattamento e che dieci anni dopo diverrà sua moglie e gli sarà a sempre accanto nella vita come in scena. Nel 2003 è anche protagonista per la prima volta di una regia di Francesco Rosi, col supporto del quale affronterà alcuni dei grandi testi calssici di suo padre, ottenendo grandi successi personali a partire da Napoli Milionaria! sino a Le voci di dentro e Filumena Marturano accanto a Lina Sastri.  Nel 2010 Luca torna alla regia con «Le bugie con le gambe lunghe», di cui è anche interprete, come pure, nel 2012, de La Grande Magia. A dicembre del 2013, riprendendo a recitare dopo una grave malattia di cuore, mette in scena Sogno di una notte di mezza sbornia per la quale Eduardo si ispirò a La Fortuna si diverte, di Athos Setti. Quest’anno aveva invece debuttato con «Non ti pago», le cui recite si sono interrotte a Novembre. «Ha da passà ‘a nuttata» diceva Eduardo, ma questa volta per Luca non passerà più e si avvertirà la mancanza sua e della sua compagnia, diventata un appuntamento amato e atteso a ogni stagione dagli spettatori di tutta Italia.

LA FAMIGLIA, “SI POTRÀ SALUTARE AL TEATRO ARGENTINA” «Luca era consapevole e fiero di essere l’erede di terza generazione di una famiglia che ha fatto la storia del teatro italiano e, nella figura di Eduardo, del teatro mondiale». Lo scrive in una nota la famiglia. Lo assistevano la moglie, Carolina Rosi, i figli Matteo, Tommaso e Luisa. «Questa inattesa scomparsa – aggiungono – getta tutti nello sgomento e priva il teatro italiano di uno dei suoi più sensibili interpreti e di un custode appassionato e creativo di quella tradizione drammaturgica e attoriale che da Napoli ha saputo conquistare i più vasti successi in Italia e nel mondo. Convinto del valore sociale del teatro, uomo generoso, Luca è stato sopratutto attento agli aspetti umani, nel lavoro con la sua compagnia, creando intorno a sè una comunione di intenti artistici speciali ed importanti». «Si potrà salutare Luca al Teatro Argentina di Roma (largo di Torre Argentina, 52) lunedì 30 novembre dalle ore 14.00 alle ore 18.00; alle ore 16.30 verrà ricordato dai suoi amici. Niente fiori, ma solidarietà alla Fondazione Onlus »Il meglio di te«- IBAN: IT29T0329601601000064225509 causale: »Donazione, progetto prescelto: progetto Nisida«.

LUTTO CITTADINO A NAPOLI NEL GIORNO DEI FUNERALI Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha disposto la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali di Luca De Filippo «in segno di profondo cordoglio per la scomparsa di un grandissimo maestro del Teatro nazionale».