Il dramma della ‘bambina farfalla’ con la pelle fragilissima: “Non posso nemmeno mangiare”

Non può mangiare, non può abbracciare nessuno, qualunque movimento brusco le causa dolorose e pericolose lacerazioni della pelle. Questa è la condizione in cui è costretta a vivere Madisyn Yuhas, 18enne di Madyson, in Pennsylvania, che ha deciso di mostrare le foto della sua malattia per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.

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Le immagini che mostra la ragazza sono molto forti: la sua pelle è coperta di vesciche e fasciata dalle bende a causa delle continue lacerazioni. Madisyn si alimenta con un tubo, visto che la masticazione le crea dolorose ferite in bocca. La patologia della ragazza è detta dei “bambini farfalla”, proprio perché chi ne soffre ha la stessa fragilità. Ogni minimo urto le può lesionare la pelle, ogni lesione può dare vita a delle infezioni potenzialmente mortali, come racconta la 18enne a Metro. A causa della sua malattia è gravemente in sottopeso e quando non riesce ad alimentarsi a sufficienza è costretta a dei ricoveri in ospedale per farsi delle flebo. La malattia di Madisyn colpisce una persona su 20 mila al mondo e purtroppo non esiste ancora una cura, né rimedi efficaci per lenirne i sintomi.

Carla, Paris, Bella: pantalone di pelle da star

Modelle, Veline, First Lady… c’è un trend quest’inverno che non conosce ruoli: il pantalone di pelle. Ormai pezzo iconico della storia della moda, questo capo viene riportato in auge ciclicamente.
Sono tanti i brand che lo propongono in collezione, stagione dopo stagione. Aderente e sempre molto sensuale, le star ovviamente non si fanno sfuggire l’occasione di farsi fasciare nella pelle nera.

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E’ una ex Premiere Dame rock, Carla Bruni, che ad un evento insieme al marito Nicolas Sarkozy, canta sul palco nei suoi pantaloni di pelle.
A Milano Paris Hilton si fa paparazzare con due outfit sportivi. Mood da biker anche per Melissa Satta, in total look Diesel, che mostra il fisico perfetto vicino alla Ducati personalizzata dal brand di moda. Chiara Ferragni propone un total black sexy e carico di mistero. Anche con la pelle nera, Olivia Palermo non ci riesce proprio a non essere elegante. E’ sempre lei la più glam.
Passando alle top model, ecco che non possono mancare le più famose del momento. A spasso per Parigi, Kendall Jenner e Bella Hadid scelgono un abbigliamento comodo ma iper-cool, tra giacca in jeans con pelo, felpa over e, ovviamente, pantaloni in pelle nera. Vuole il suo momento di gloria anche Sistine Stallone, giovane figlia di Sylvester, ormai sempre più richiesta per campagne e editoriali. La baby top sa bene come farsi largo tra la folla, tra reggiseni e pants aderenti.

GF, Mary Segneri: “Ho perso 62 chili. Adesso la chirurgia estetica”

2246141_mary_segneri_chirurgia_palsticaDopo il Grande Fratello Mary Segneri ha perso 62 chili, passando da 127 a 65. Per San Valentino però ha deciso di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per ridurre la pelle in eccesso: “Ho dimostrato che si può essere magre con la forza di volontà – ha fatto sapere “Diva e donna” che pubblica anche le immagini – ma questa ciambella non va via. Credo di meritare questo premio dopo tanta fatica”. Le cose per un po’ cambieranno: “Per sei mesi non potrò avere figli. Poi se accadrà non tornerà il grasso che avevo. Il mio fidanzato ha capito”.

Kardashian, Moore, Moss e le star che per festeggiare il magazine mostrano la pelle

Bibbia di tendenza e punto di riferimento glam, Vogue è la rivista che più di tutti ha segnato la storia del costume. L’edizione britannica del magazine festeggia nel 2016 i suoi primi cento anni e per spegnere le candeline ha organizzato un party stellare.

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Sono tantissime le celebs accorse a Londra per il Vogue 100 Gala Dinner. Se la pubblicazione è da sempre incarnazione di classe ed eleganza, i tempi cambiano, le mode evolvono e le star… si spogliano.
Sul tappeto rosso dell’evento si è vista più pelle nuda che in spiaggia a Ferragosto.
Se dall’altra parte dell’oceano siamo abituati a vederla bombastica e provocante, anche in Europa Kim Kardashian non scherza e opta per un total nude look.
Non è da meno Demi Moore che a 53 anni ammalia con un lungo abito lavorato sui toni del viola che lascia intravedere il sodo décolleté.
Lato A per una e lato B per un’altra: sotto il tulle a pois del lungo vestito di Kate Moss ecco comparire il perfetto derrière della top model.
Altra modella, altra nudità ma qui torniamo sul seno. Lara Stone stupisce ancora una volta con una bollente creazione black & white tenuta insieme da sottili fili.

Perde 92 kg ma rimuove la pelle in eccesso con la chirurgia: l’incredibile trasformazione

Simone Anderson, una ragazza di 25 anni, pesava quasi 170 Kg fino a quando un giorno ha deciso di cambiare stile di vita e di dimagrire. In poco tempo ha perso 92 kg, ma con qualche piccola conseguenza a cui ha dovuto rimediare con la chirurgia estetica.

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Un paio di anni fa si è sottoposta a un bypass gastrico per perdere peso; subito dopo l’intervento la pelle in eccesso era così tanta che non riusciva ad accettare il suo corpo, così nel 2015 è finita nuovamente sotto i ferri per nove ore con lo scopo di rimuoverla. Sul suo profilo Instagram ha deciso di condividere il risultato e l’incredibile trasformazione del suo corpo. La giovane racconta: “Ho completamente rivoluzionato il mio stile di vita con la dieta e l’esercizio fisico. Trentatré settimane dopo l’addominoplastica sono fiera di mostrare quello che ho ottenuto… La maggior parte della mia pelle è stata rimossa ad eccezione delle cosce”.
Ora la sua vita è cambiata e si diverte a fare selfie che la fanno sentire bella. Continua a fare dello sport per migliorare il tono muscolare e a darne dimostrazione ai suoi fan che da quando è iniziata la dieta sono aumentati notevolmente. Ora Simone ha 136mila followers e condivide consigli e regimi alimentari.

Dimagrisce e perde 63 chili in due anni, ma la sua vita diventa un inferno: ecco perché

Dimagrisce 63 chili in due anni e mezzo, ma la sua vita diventa un inferno. Lindsey M. Adams era arrivata a pesare 136 chili dopo una vita passata a provare a dimagrire per i problemi irreversibili di salute. Lindsey ha segnalato tutti i cambiamenti sul suo canale YouTube dimostrando i suoi piccoli e grandi successi.

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I chili in eccesso hanno però lasciato dei segni indelebili sul suo corpo e la pelle in eccesso la faceva vivere una condizione di disagio peggiore dei chili in eccesso. Mi guardavo e continuavo a pensare di essere grassa. Continuavo ad avere i rotolini di ciccia come sempre”, ha dichiarato Lindsey.
Recentemente la donna si è rivolta a un medico per operarsi e riducendo la pelle in eccesso.
Oggi, è finalmente felice, vanta una forma fisica perfetta e non si sarebbe mai aspettata dei risultati tanto incredibili.

Vuole una pelle luminosa, il trattamento va storto: ​urla di dolore e viso bruciato

Georgie Aves, 26enne inglese, si è sottoposta a un trattamento per la cura del viso. Trattamento che ha finito per bruciarle la pelle. Accade a Londra. Come riporta il sito The Sun, la ragazza desiderava avere una pelle più luminosa. Così si è rivolta all’Harley Street Skin Clinic per una cura estetica dal costo di oltre 1500 euro.

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I laser utilizzati dalla clinica le avrebbero però bruciato il viso, facendola urlare di dolore. E nonostante siano passati sei mesi dall’incidente, Georgie è ancora piena di cicatrici e cisti piene di pus, come se soffrisse di un’aggressiva forma d’acne. “La prima volta che mi sono guardata – racconta – stentavo a riconoscermi e sono scoppiata in lacrime”. Secondo i medici, si tratterebbe di un danno alle ghiandole che si trovano sotto il derma. E questo potrebbe causarle danni estetici irriparabili. Dal canto loro, i responsabili della clinica affermano che tutte le procedure sono state eseguite correttamente. Ma per Georgie la vita è davvero cambiata. Dalla vergogna, ha messo fine alla sua storia d’amore e ha paura a uscire con un nuovo ragazzo. Il suo obiettivo ora è solo quello di rendere illegale quel trattamento laser.

Come rinnovare, e ringiovanire, la pelle

Dopo mesi in cui siamo stati coperti da strati e strati di tessuti, la pelle del nostro corpo (e anche i capelli) ha bisogno di respirare. Appare stanca, priva di vita e di luminosità. A cominciare dal viso, che va trattato con delicatezza per non rischiare di causare arrossamenti o screpolature. Ecco come procedere, zona per zona.

76A01B15C8DA97902159EB3FDFDDAA_h353_w598_m2_q90_cUVyJvLzvIn aggiunta alla consueta routine quotidiana di detersione, occorre prendere l’abitudine di esfoliare più in profondità, per favorire il ricambio cellulare ed eliminare le cellule morte, che sono una delle principali cause dell’aspetto opaco e spento dell’epidermide. Poi, una maschera idratante ed energizzante completerà il trattamento. Questa è una formula valida per tutti i tipi di pelle e può essere alternata a una formula specifica (purificante, antirughe nutriente etc.) per il proprio tipo di pelle. In alternativa al tonico classico, si può applicare una lozione a base di alfaidrossiacidi in modo da prolungare l’azione di rinnovamento. L’importante, in ogni caso, è scegliere formule adatte anche alle epidermidi delicate, così da non traumatizzare la pelle. Per le pelli impure è poi un must, ma la consiglio a tutte in questo periodo: una bella pulizia del viso eseguita in istituto, con bagno di vapore e scrub combinato, meccanico e chimico, per raggiungere le impurità più nascoste. Il trattamento professionale più efficace è a base di acido glicolico o lattico, in combinazione con altre sostanze a seconda del tipo di pelle, per esempio estratti vegetali dermo-purificanti e lenitivi. Una volta pulita in profondità, la pelle ha bisogno di un pieno di energia. Via libera alle formule a base di estratti di rosa mosqueta, malva, tiglio, calendula e iris, oltra al burro di karité (shea butter). Per le epidermidi più stanche, ottimi i trattamenti contenenti estratti di equiseto, avena e germe di grano. Fondamentali poi gli antiossidanti, tra i quali spiccano il tè verde e le vitamine A, C ed E, seguiti dai polifenoliestratti dall’uva e dalla frutta rossa (mirtilli, ribes e lamponi).

Psoriasi lieve-moderata una malattia sottovalutata

Si chiama psoriasi lieve-moderata ma, a dispetto del nome, per i circa 2 milioni di italiani che ne sono affetti le ripercussioni possono essere pesanti: disagio sociale, isolamento e Qualità di Vita compromessa. Ad aggravare la condizione dei pazienti, anche l’impatto di trattamenti topici lunghi e laboriosi, che oggi hanno un’alternativa nei derivati della vitamina D, più pratici e meglio tollerati.
L’esperienza di A.DI.PSO., Associazione per la Difesa degli Psoriasici, principale associazione di riferimento per i pazienti, conferma come in Italia, nel 2012, soffrire di questa malattia cronica della pelle significhi ancora scontrarsi con tabù e discriminazioni. «Sguardi fissi, esitazioni, atteggiamenti e comportamenti anomali degli altri condizionano negativamente la vita di relazione e quindi influiscono sull’identità sociale» – afferma Mara Maccarone, Presidente di A.DI.PSO. – «il disagio sociale porta come conseguenza la diminuzione dell’autostima e quindi la persona con psoriasi diventa più vulnerabile emotivamente e più soggetta ad ansia, depressione e stress».
La scarsa informazione aggrava la condizione dei pazienti, spesso emarginati per la credenza, errata ma diffusa, che la loro patologia sia contagiosa. Inoltre i pazienti, specie quelli affetti dalle forme lievi-moderate, tendono a non riconoscere la patologia o la sottovalutano, non curandola o trattandola con farmaci non adeguati o prodotti non indicati, come le creme cosmetiche. «Le forme più lievi di questa patologia» – sottolinea Gianfranco Altomare, Professore ordinario di Dermatologia all’Università di Milano e Responsabile della Dermatologia dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – «portano il paziente a non rivolgersi al dermatologo e a non valutare con la dovuta cautela il problema, senza considerare, invece, che la malattia può dare origine a serie comorbilità, come il diabete. Anche una psoriasi lieve o moderata può celare una patologia articolare o problemi a livello metabolico».
Per favorire l’awareness sulla psoriasi, A.DI.PSO., con il supporto di LEO Pharma, promuove una campagna di sensibilizzazione: due video, accessibili da oggi attraverso il sito www.momentinfo.net, combattono gli stereotipi sulla psoriasi raccontando come un paziente oggi possa affrontare tutte le condizioni della vita quotidiana, come fare un bagno in piscina o andare dal barbiere. A seguire una serie di incontri di informazione aperti al pubblico dei quali verrà pubblicato il calendario sul sito di campagna.
È stato inoltre redatto un decalogo per gestire la patologia nella bella stagione, quando scoprirsi non solo è necessario, ma dovrebbe essere anche piacevole. Alle persone con psoriasi si consiglia, ad esempio, di preferire abiti larghi, leggeri e in fibre naturali, in modo che la pelle sia sempre asciutta, ed evitare di indossare costumi prodotti con materiali e coloranti non testati.
La psoriasi, malattia della pelle di origine genetica, ad andamento cronico e recidivante, colpisce il 3-4% della popolazione adulta e si manifesta con la comparsa di chiazze rossastre e rotondeggianti, che possono interessare tutte le parti del corpo.
Punto di svolta nella possibilità di una vita normale per i pazienti con psoriasi lieve-moderata sono i trattamenti topici come calcipotriolo, un derivato della vitamina D che, associato o meno a betametasone, e in formulazione gel si è dimostrato più efficace, rapido e meglio tollerato rispetto alle terapie convenzionali, con il vantaggio di una sola applicazione quotidiana ed un rapido assorbimento.
«Il calcipotriolo si è rivelato in grado di mantenere i risultati a lungo termine, nell’arco di un anno, e con un buon profilo di sicurezza» – afferma Sergio Chimenti, Professore ordinario di Dermatologia e Venereologia al Policlinico Tor Vergata di Roma – «in combinazione con betametasone, nell’arco di quattro settimane permette di ottenere una riduzione di circa il 75% dell’estensione delle lesioni cutanee e nella formulazione in gel, di facile somministrazione e da usare una sola volta al giorno, favorisce il paziente nel raggiungimento di una maggiore efficacia terapeutica».
Gli altri trattamenti topici comunemente utilizzati offrono invece ai pazienti solo un controllo a breve termine del problema e possono implicare la necessità di cospargersi il corpo, per tutta la notte o più volte al giorno, con prodotti dall’odore sgradevole, come il catrame, o che macchiano la pelle e i vestiti.
La mancanza di efficacia a lungo termine dei trattamenti tradizionali, unita alla loro scarsa maneggevolezza, scoraggia i pazienti e ostacola la loro adesione alla terapia: si stima che una quota compresa tra il 39 e il 73% dei pazienti con psoriasi lieve-moderata non utilizzi le medicazioni prescritte per via del tempo necessario per applicarle e per la natura sgradevole dei prodotti.
In questo modo si instaura un circolo vizioso che peggiora notevolmente la Qualità di Vita aggravando il senso di isolamento e l’impatto psicologico complessivo della malattia. «Lo sguardo percepito su di sé è condizionante e porta a nascondersi e isolarsi, a evitare tutte quelle situazioni che comportano uno stare in mezzo agli altri e che implicano un contatto fisico» afferma lo psicologo e psicoterapeuta Raffaele Villani. «Frequenti sono i casi in cui ad alcune persone con psoriasi è stato proibito di usare il camerino di un negozio. Anche la frequentazione delle piscine è un problema rilevante per questo tipo di pazienti, che spesso si ritrovano a scrutare gli eventuali sguardi degli altri, creandosi ulteriori preoccupazioni e ansie e vanificando dunque il piacere di fare qualcosa per sé, come un’ora di attività fisica».
LEO Pharma ha fatto della compliance del paziente un suo obiettivo primario: come afferma Giuseppe Michele Blasco, Direttore Medico dell’azienda danese, «LEO Pharma è un’azienda il cui costante impegno nella ricerca clinica, soprattutto in ambito dermatologico, l’ha resa negli anni leader in questo settore. È fondamentale garantire il benessere del paziente con farmaci efficaci e sicuri, ma anche con veicoli in grado di aumentare la compliance del paziente: da questo punto di vista la formulazione in un unico prodotto di un derivato della Vitamina D e di uno steroide rappresenta il punto di forza nella nostra strategia contro la psoriasi e un’importante innovazione nel panorama della terapia topica della psoriasi lieve-moderata».
L’informazione e il supporto psicologico, insieme alla disponibilità di terapie efficaci e pratici come il gel sono risorse fondamentali per aiutare i pazienti ad affrontare la loro condizione. Tra le iniziative promosse da A.DI.PSO. vi sono corsi di Auto-Aiuto per i pazienti organizzati da psicologi locali, e incontri tra medici e pazienti nel corso dei quali i pazienti rivolgono al medico i loro dubbi, incertezze e preoccupazioni sulle scelte terapeutiche da attuare, migliorando la conoscenza della malattia e il livello di collaborazione con i medici.

Cura dei piedi

I pesci: dei gran lavoratori
La tecnica nasce in Medio Oriente (Turchia, Siria e Giordania) centinaia di anni fa ma viene esportata nail-art-piedi-mani-sposa.jpgpresto nel resto del mondo: in Italia è arrivata da poco e si sta diffondendo molto velocemente. Centri specializzati sono nati in molte delle città più importanti come Roma e offrono dei pacchetti benessere per mani e piedi basati su tale metodo.
C’è una specie di pesci chiamata Garra Rufa che si nutre di pelle morta e che non ha denti: è sufficiente immergere i piedi in una vasca d’acqua piena di questi pesciolini per ottenere un trattamento completo della pelle. Vengono chiamati anche “pesci dottore” proprio per la loro capacità di curare la pelle dagli inestetismi.
Attenzione! Recatevi solo in centri specializzati e fidati: può capitare che, per risparmiare, alcuni acquistino dei pesci frutto di incroci, quali il Chin-Chin, che con i suoi denti provoca invece ferite molto dolorose lacerando la pelle.

I benefici

I Garra Rufa, nutrendosi della pelle morta in eccesso, rilasciano un enzima chiamato ditranolo, che dona alla pelle un aspetto giovane e compatto: il trattamento può essere effettuato su piedi, mani, gomiti e in tutte le zone in cui si vuole migliorare l’aspetto della cute e la microcircolazione. Il trattamento dura dai 30 ai 60 minuti e dona sollievo in caso di psoriasi, eczemi e dermatiti, anche se agisce solo sull’aspetto dell’epidermide e non sulla causa psicosomatica che ne genera la comparsa. Tuttavia si è riscontrata una diminuzione dello stress e un miglioramento dell’umore: questi pesciolini sono molto piccoli e le loro bocche altrettanto delicate. Non sono dotati di denti e si nutrono normalmente di alghe. La sensazione provata durante il trattamento è quella di un leggero solletico, molto piacevole una volta superato il pensiero di avere centinaia di pesci tutti intorno al proprio corpo.

Dove effettuare questo trattamento?

Ci si può recare in Spa e centri estetici specializzati, non ancora molto numerosi, delle più grandi città: per ora esiste un unico rivenditore nazionale dei Garra Rufa, nella provincia di Roma (Frascati) che si occupa anche dell’attrezzatura necessaria. Vasche d’acqua con sistemi di filtraggio possono essere installate in ogni centro ma è necessaria una grande manutenzione di questi macchinari, per garantire la qualità del trattamento e, soprattutto, la salute dei pesci. Per il trattamento di due persone sono necessari cinquecento esemplari, quello per quattro di mille.
Come spesso accade, tecniche di bellezza antiche ritornano in auge negli anni Duemila: ma i rimedi dei nostri antenati sono davvero i migliori? Immergetevi per scoprirlo!