Cara Delevingne, nuovo look: rasata a zero per un film

Trasformazione shock per Cara Delevingne, dopo il taglio pixie color platino con riflessi rosa di qualche giorno fa. La ventiquattrenne top model è stata fotografata a Toronto completamente rasata a zero.

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Nessuna paura però, dato è sul set del film “Life In A Year” dove veste i panni di una ragazza malata di cancro. Con lei c’è Jaden Smith nei panni del suo fidanzato. Le riprese sono entrate nel vivo e il film arriverà al cinema nel 2018.
Di certo il taglio corto è al momento molto di moda nello star system. Negli ultimi mesi sono state protagoniste dal parrucchiere Kristen Stewart, che si è rasata e ha tinto i capelli di biondo platino, e Katy Perry che ha dato un taglio netto dopo la rottura con Orlando Bloom.

“Stessa ragazza, diverse angolazioni”, la fitness blogger mostra la verità sui social

Fisici perfetti e vite perfette. Questo sembra emergere dai sempre più numerosi profili di fashion blogger e fitness blogger, ma una di loro, la 31enne Ashlie Molstad, ha voluto mostrare l’altro lato della medaglia. In uno stato su Facebook ha pubblicato due foto di lei in due pose diverse: una in cui sta in piedi e ha un fisico perfetto, l’altra in cui è seduta e si vede la pancetta. Lo scopo della blogger è stato quello di lanciare un messaggio agli utenti e far capire loro che quelli che vengono considerati difetti fisici sono la normalità anche per chi trascorre il proprio tempo ad allenarsi.

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«Vi mostro il mio corpo in maniera meno lusinghiera. Perché, contrariamente a ciò che la società ci ha insegnato, il nostro valore non si misura in base a quanti rotoli abbiamo sulla pancia, quante fossette abbiamo sul sedere o quanto oscilla il nostro grasso sotto le braccia. Amare noi stessi come siamo è difficile. Perché per anni ci è stato detto che non andiamo abbastanza bene. Ma la vera magia avviene quando abbracciamo ciò che siamo, ogni nostro angolo e dimensione. Questo non significa che io non fatichi ad accettare il corpo che mi è stato dato, ma significa che capisco che lavorare su di me per imparare ad amarlo è l’esercizio più importante da fare». Questo il messaggio di Ashlie ai suoi seguaci e poi conclude: «I nostri corpi non sono rotti. Questo è il messaggio che la società sta cercando di trasmetterci. Ricordiamoci che siamo degni, belli, speciali e vivi. Smettiamola di aggiustare i nostri corpi e iniziamo ad aggiustare il mondo».

“Il mio corpo è forte”, ragazza americana risponde su Fb agli insulti della modella di Playboy

Qualche giorno fa la sexy coniglietta Dani Mathers ha scatenato l’ira del web dopo aver pubblicato su Snapchat la foto di una donna nuda in palestra e accanto la sua immagine con la mano sulla bocca e la didascalia: “Se non posso dimenticare questo, non potete farlo neanche voi”. (Per leggere la news cliccare qui).

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La reazione della rete è stata immediata e oltre agli insulti è comparso su Facebook il post di una sorridente ragazza americana che ha preso molto sul serio la questione :”Ho letto un articolo su una certa modella di Playboy che “accidentalmente” ha reso pubblica la foto di una donna nuda in palestra, con una odiosa didascalia sotto che ho trovato di cattivo gusto”. Lei è Nicole Henry ed ha tradotto in parole semplici quello che molti di noi pensano : nel mondo reale le donne con le curve esistono e stanno bene con il proprio corpo.
“Dopo questa notizia – Nicole – mi sono guardata ed ho iniziato a pensare a come le persone grasse, come me, vengono giudicate da alcuni unicamente per il nostro aspetto esteriore, e questa cosa mi ha davvero infastidita. Ora, prima di continuare, lasciatemi dire che so di essere, è un dato di fatto. Per questo sono uscita, ho comprato un costume da bagno e ho scattato questa foto. Sì, il mio corpo ha i rotolini e le smagliature, ma è molto più di questo. Con questo corpo ho fatto la volontaria ed ho costruito case e scuole con Habitat for Humanity, sia negli Stati Uniti e Guatemala”.”Questo corpo – prosegue Nicole – può essere grasso, ma si è offerto volontario presso l’ospedale dei bambini locali ed ha lavorato in molti centri per prendersi cura di bambini di tutte le età. Questo corpo può essere grasso, ma ha insegnato all’asilo per 6 anni, ottenuto due diplomi di laurea in educazione della prima infanzia e Psicologia, e un Master in Educazione Speciale. Questo corpo può essere grasso, ma ha portato mia nonna quando era troppo debole per camminare, e pattinato in un campionato di roller derby per due anni. Questo corpo può essere grasso, ma ha dato innumerevoli abbracci ai miei nipoti … e ora ha indossato un costume da bagno.Il mio corpo è forte, è potente, ed è mio. Non ti sto chiedendo di pensare che sono bella, o da ammirare per le cose che ho fatto. Vi chiedo solo di capire che c’è qualcosa di più oltre il nostro corpo fisico. Voglio che la gente sappia che che si può essere felici anche se si è sovrappeso. Fine sproloquio”.

Violenza sessuale, chiesti 9 anni per una suora: accusata di abusi su una ragazza che si suicidò

È di 9 anni di carcere la richieste dei pm di Busto Arsizio (Varese) Maria Cristina Ria e Francesca Gentilini per Maria Angela Farè, una suora di 55 anni accusata di abusi sessuali nei confronti di una ragazza, minorenne quando sarebbero iniziati gli episodi, che poi si è uccisa all’età di 26 anni. La richiesta è arrivata al termine di una requisitoria durata circa sette ore.

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LA VICENDA Secondo l’accusa Suor Maria Angela Farè, 53 anni, abusò per anni di una ragazzina, a partire da quando questa aveva solo 12 anni. Per i suoi genitori – spiegò l’Ansa – la colpa però non fu solo della religiosa, ma di tutta la congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che per questo è stata citata per danni morali. Gli abusi iniziarono nel 1997. Nel giugno del 2011 la ragazza, all’epoca ventiseienne, si suicidò. Ma proprio allora venne fuori tutto quello che aveva subito nella parrocchia di Busto Arsizio (Varese): diari, video e lettere inviate dalla religiosa sono state le prove che hanno portato all’accusa di violenza sessuale aggravata e atti persecutori. Per i genitori della giovane vittima la colpa non è solo di Maria Angela Farè: hanno chiesto che la congregazione paghi i danni morali “perché secondo noi è mancata la vigilanza sul comportamento della suora”, spiegò all’Ansa l’avvocato della ragazza, Tiberio Massironi.