Belen si confessa: “Da un anno sono in terapia”. Ecco il suo dramma

Belen ammette di andare in psicoterapia ormai da un anno. La showgirl argentina si è messa a nudo su Sette, l’allegato del Corriere della Sera, dove ha ricordato un episodio traumatico della sua adolescenza.

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«Da un anno vado dalla psicoanalista alla ricerca della bambina che non è mai stata e per dimenticare quella pistola che mi puntarono alla testa», ha confessato, «Dovevi prestare attenzione quando uscivi per strada – spiega Belen Rodriguez a Sette – non potevi tornare a casa da sola. Una volta, erano le nove di sera, stavo rientrando in macchina con una persona, quando ci ha fermato un uomo con un passamontagna e una pistola in mano. Sono stata presa per i capelli, tirata fuori dall’ auto e buttata per terra. Poi sono arrivati altri tre uomini armati che ci hanno portato dentro casa e hanno rinchiuso tutta la mia famiglia in bagno. Hanno svaligiato la nostra abitazione senza pietà, si sono portati via la vita di una famiglia, l’hanno distrutta. Il giorno dopo, quando ci siamo liberati e abbiamo dato la notizia, mio nonno paterno è morto d’infarto. Da quel momento per me è stato un inferno, non volevo stare a casa da sola, avevo paura di essere ammazzata, ero una ragazzina adolescente che aveva visto la morte in faccia». Nell’intervista ha poi ammesso di essere in terapia da uno psichiatra e alla fine ha parlato anche di don Roberto Cavazza, il sacerdote conivolto negli scandali a sfondo sessuale con don Andrea Contin: ”Lui mi è piaciuto tanto, un prete così moderno, pure un bell’uomo, simpatico”.

“Mia madre mi ha portato all’obesità e ad un passo dalla morte, pesavo 290 kg”

«Mia madre era così ossessionata dall’anoressia da portarmi a un passo dalla morte per via dell’obesità». Questo il racconto di una donna di 48 anni, Debbie Reason, di Warrington, in Inghilterra, riportato da Metro.co.uk.

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La donna racconta di un’infanzia ed un’adolescenza molto difficili: sua mamma, obesa, era ossessionata dal cibo e dalla paura di perdere peso. Per questo motivo la donna spinse la figlia a consumare pasti ipercalorici per tutto il giorno, portandola presto sulla strada dell’obesità. Né Debbie, né suo padre Michael, erano in grado di opporsi, nonostante anche le più semplici attività quotidiane stessero diventando imprese impossibili a causa del fisico. Una volta diventata adulta, Debbie arrivò a pesare oltre 290 kg. Ed è dopo i trent’anni che la donna decise di reagire e prendere una decisione. L’aveva promesso, d’altronde, a suo padre, che prima di morire per un male incurabile le aveva chiesto di sottoporsi a interventi chirurgici e liposuzione, ma facendolo a insaputa della madre. Gli eventi, poi, precipitarono: la madre di Debbie, ormai provata dall’obesità, fu ricoverata d’urgenza a causa di varie complicazioni. A questo punto, Debbie decise di farsi operare per evitare di fare la fine della mamma, che morì in ospedale e nelle ultime ore le confessò: «Quando avevi trent’anni, i medici si offrirono di operarti, ma io rifiutai. Avevo paura di perderti, mi dispiace». Oggi Debbie, tra diete e operazioni, ha perso oltre 200 kg. Ora sta cercando di raccogliere le 60 mila sterline necessarie per un nuovo intervento che elimini la pelle in eccesso, l’ultimo brutto ricordo di un’obesità imposta e di una morte sfiorata: «Non rimprovero mia madre, ma la sua morte per me è stata la mia salvezza».

Le giornaliste di Vogue contro le fashion blogger: “Trovatevi un lavoro vero, siete la morte dello stile”

E’ scontro aperto tra le giornaliste di Vogue e le fashion blogger, aspramente criticate al termine della Milano Fashion Week. Al termine della settimana della moda milanese, infatti, sul sito di Vogue è apparso una sorta di report della manifestazione redatta dagli editor e nel quale vengono screditate le fashion blogger che hanno partecipato: “È una situazione schizofrenica, e non può essere positivo – scrive Sally Singer, Direttore Creativo Digitale del sito Vogue -. Nota per i blogger che cambiano da testa a piedi i loro outfit sponsorizzati ogni ora: Finitela.

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Trovatevi un altro lavoro. State dichiarando la morte dello stile”.
Come se non bastasse, si unisce alla critica anche Sarah Mower, Capo Critico dell’edizione online di Vogue: “Hai ragione Sally, la categoria dei Blogger, inclusi i fotografi di street style che le aspettano e adorano, è orribile. Ma ancor di più, è patetico come queste ragazze corrano continuamente su e giù per le sfilate, nel traffico, addirittura rischiando di essere investite, solo nella speranza di farsi fotografare”.
Rincara la dose Nicole Phelps, Direttrice di Vogue Runway: “Non è triste solo per queste ragazze che si pavoneggiano per i fotografi. È stressante, in egual misura, vedere quanti marchi partecipino al fenomeno accrescendolo”. Un attacco coordinato e sincronizzato: come risponderanno le fashion blogger a tutte queste critiche?

“Sei brutta come la morte”: la figlia di Beyoncé presa di mira sui social

“Sei brutta come la morte”: è stato questo il commento più pesante indirizzato alla figlia di Beyoncé, Blue Ivy, presa di mira sui social dopo essere apparsa con la mamma sul red carpet degli ultimi  MTV Video Music Award.La cantante ha pubblicato le foto sul suo profilo Instagram e i fan hanno subito criticato l’aspetto fisico della bambina di soli quattro anni.

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Il popolo del web si è scagliato contro la piccola, figlia di J-Az, nonostante la tenera età. “Mi dispiace, ma credo che Blue Ivy sia proprio brutta”, il commento di un’altra utente.
La maggior parte degli insulti siano arrivati dal mondo femminile, da donne adulte che, secondo gli psicologi, sarebbero state abituate a essere insicure e giudicate sin dall’infanzia.Blue Ivy ha suscitato l’interesse dei media e dello showbiz per lo sgargiante vestito indossato per l’occasione, un abito da 10 mila euro che la faceva assomigliare ad una vera principessa.

Entra a scuola alla seconda ora, sul libretto: “È per David Bowie”. La foto spopola sul web

Si presenta a scuola con un’ora di ritardo e quando la prof le chiede spiegazioni l’alunna presenta un’insolita giustificazione.

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«L’alunna della classe 5a E chiede il permesso di entrare alle ore 9.00 del giorno 11/01/16 per il seguente motivo: Morte David Bowie». Questo quanto scritto, presumibilmente dalla stessa alunna maggiorenne, sul libretto. La giustificazione è stata condivisa da un utente su Twitter, che assicura essere vera e non un fake, e nel giro di breve tempo ha fatto il giro del web.

Roberto Alpi e Marina Giulia Cavalli, la notizia inaspettata dopo la morte della figlia

Non è stato un anno facile per Roberto Alpi. L’attore, celebre nel ruolo di Ettore Ferri nella soap ‘Centovetrine’, prima ha dovuto fare i conti con la fine improvvisa della fiction e poi ha dovuto affrontare la morte della figlia. Ora però sembra che lavorerà affianco all’ex moglie Marina Giulia Cavalli, con la quale ha di recente condiviso il dramma della perdita della figlia Arianna.

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La giovane si è spenta a soli 21 anni, per via di una grave malattia. Alpi, infatti, passerà presto in Rai e, a partire dalla prossima settimana, sarà tra i protagonisti di ‘Un posto al sole’ indossando i panni di Giancarlo Petrone. Sarà il proprietario della radio in cui lavora Michele Saviani e il padre della giovane di cui il figlioccio di Franco Boschi, Nunzio Cammarota, è innamorato. Il suo personaggio, inoltre, sarà protagonista di scene appassionate con Marina Giordano, che dopo la tormentata relazione con Roberto Ferri, potrebbe interessarsi proprio a Giancarlo Petrone.

Di Caprio e le tre volte che ha sfiorato la morte: sul set ma non solo. “Sono stato fortunato”

In ‘Titanic’ Leonardo Di Caprio aveva rischiato l’ipotermia, così come sul set innevato dell’ultimo film di Alejandro González Inarritu ‘The Revenant’ nel quale interpreta il leggendario trapper americano Hugo Glass.Eppure, l’inclinazione a sfiorare la morte sembra accompagnarlo anche nella vita reale, come ha affermato l’attore, 41 anni, al mensile ‘Wired’, raccontando di aver rischiato di morire per ben tre volte. «Se un gatto ha nove vite – ha detto Di Caprio – penso di averne utilizzata già qualcuna».

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La prima volta che ha pensato di non farcela, come aveva già raccontato in passato, è stata sul set del film ‘Blood Diamond’ in Africa del Sud, quando durante un’immersione si è ritrovato faccia a faccia con un enorme squalo bianco: «Un pezzo di tonno, che serviva per attirarlo, è rimasto incastrato nella parte alta della gabbia in cui mi trovavo – ha raccontato – lo squalo ha cercato di prenderlo ed è entrato. Sono restato sul fondo della gabbia, appiattito. Era vicinissimo, appena sopra la mia testa». Ma allora l’attore di ‘Django Unchained’ rimase illeso.  Il secondo incidente si è verificato invece quando si trovava a bordo di un aereo in viaggio verso la Russia, durante il quale l’attore ha visto esplodere davanti ai suoi occhi una delle ali: «Ero seduto, guardavo l’ala del veivolo – ha raccontato – e questa è esplosa come una palla di fuoco, come una cometa. È stato strano. Hanno spento i motori per qualche minuto, nessuno diceva nulla, non volava una mosca. Era surreale. Hanno riavviato i motori e poi c’è stato un atterraggio d’emergenza allo Jfk». Infine l’ultima avventura mozzafiato è stata quella del lancio con il paracadute, fatto in tandem con un’altra persona: «Abbiamo tirato la corda del primo paracadute ma era aggrovigliata – ha spiegato – così il signore con cui mi trovavo l’ha tagliata. Abbiamo continuato in discesa libera per 5, 10 secondi. Non ho pensato al secondo paracadute, quindi credevo che stessimo precipitando, dritti verso la morte. Poi il mio compagno ha scosso la corda, riuscendo a togliere il groviglio. Il momento più divertente è stato quando mi ha detto ‘Probabilmente quando atterreremo ti spezzerai le gambe, perché arriveremo troppo velocemente’». Per fortuna, anche in questo caso, DiCaprio ne è uscito sano e salvo, riportando solo qualche graffio.